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On. Cicchitto: “Ferie ai deputati? Toglietecele e andiamo in crisi”

Gli italiani devono rinunciare ad una settimana di ferie, ma i Parlamentari scongiurano ogni rinuncia. L'ennesima prova che a pagare sono solo i cittadini.

di Elena Arrisico 27 giugno 2012 13:42
Parlamento

Pochi giorni fa, la dichiarazione del sottosegretario Gianfranco Polillo sulle ferie dei cittadini ha scatenato una serie di duri commenti, com’era ovvio e scontato che fosse. Secondo Polillo, infatti, gli italiani dovrebbero rinunciare ad una settimana delle loro ferie per combattere la crisi, in barba ad Aristotele e al suo “Lo scopo del lavoro è quello di guadagnarsi il tempo libero“, visione sempre più lontana dalla società e dalla mentalità del mondo moderno.

Ad una settimana da tale dichiarazione, Fabrizio Cicchitto – parlamentare del PDL – pare essere, invece, molto più preoccupato per le ferie dei Parlamentari, che non vanno assolutamente toccate: “Io ve lo dico: se ci volete far stare qui fino al 12-13 di agosto, sono problemi vostri. Io ci starò, perché tanto ho le vacanze a due ore da qui, ma non ci sarà nessun altro. A quel punto, ve la dovrete trovare voi una maggioranza: in bocca al lupo“, ha affermato.

La dichiarazione non ufficiale è stata registrata dai giornalisti parlamentari della “Dire” – specializzata in informazione politica e parlamentare – ed era rivolta al ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda. Giarda stava, infatti, discutendo del calendario dei lavori con uno dei vice di Cicchitto, Simone Baldelli, quando è stato interrotto da Cicchitto che voleva assicurarsi che le ferie non gli venissero negate.

Il resto degli italiani, invece, è chiamato a lavorare di più – ovviamente, chi ha ancora un lavoro – a vedersi diminuire le ferie o il salario: “O noi lavoriamo di più, o questo livello salariale medio è insostenibile. Sull’orario di lavoro mi permetto di insistere, questa crisi che l’Italia sta vivendo non è figlia di un destino cinico e baro, ma dipende dai vizi della società italiana“, ha affermato Polillo, la scorsa settimana. C’è da aggiungere, specialmente, considerando i vizi – come li chiama lui – gli stipendi, i vitalizi da capogiro e le spese dei Parlamentari.

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