Non ci resta che sperare nella buona sorte

di Rachele Hassan 31 dicembre 2011 17:49

L’anno nuovo è ormai alle porte. Il 2011 non è stato insignificante. Tutt’altro.

Il 12 novembre scorso, alle ore 20.45, si conclude, come è noto, l’era – lunghissima e travagliata – di Silvio Berlusconi; il nostro Presidente della Repubblica ha indicato Mario Monti quale successore di quest’ultimo, anche per fermare la corsa dei mercati contro l’Italia.

Il nuovo Presidente del Consiglio vara una manovra da 33 miliardi per tentare di impedire l’esplosione dell’euro, concentrandosi soprattutto sulla riforma delle pensioni.

L’idea di privatizzare la gestione dell’acqua, di costruire centrali nucleari e di consentire al premier di opporre ai magistrati il cosiddetto ‘legittimo impedimento’ passa con quattro vittorie dei sì, lo scorso 12-13 giugno. Segno – a me pare – della ormai consolidata crisi del centrodestra, già anticipata, peraltro, dalla vittoria nella città di Milano del nuovo Sindaco Giuliano Pisapia, contro la favoritissima Letizia Moratti.

Il 26 febbraio scorso, in un campo a Chignolo d’Isola, si ritrova finalmente il corpo della piccola Yara Gambirasio, scomparsa dalla propria casa di Brembate di Sopra il 26 novembre 2010. L’esito dell’ispezione depone a favore dell’uccisione – tragica – ma non anche della violenza sessuale.

La ferocia è senza limiti. La mente umana, a volte, è imperscrutabile e per questo ancor più spaventosa. Chissà quali perversi e demoniaci pensieri passavano nella testa di quel supposto mancino, tuttora in libertà. La giustizia esiste solo raramente, se esiste. Io, in tutta franchezza, credo solo in quella divina.

Il 3 ottobre la bella e forse solo apparentemente serafica Amanda Knox, imputata per l’assassinio di Meredith Kercher, è assolta, insieme al fidanzato e presunto complice Raffaele Sollecito. Il 28 novembre Lucio Magri – intellettuale comunista, ricco e assai elegante – decide di farsi fare un’iniezione in Svizzera in una clinica specializzata nella morte rapida e indolore. Il suicidio assistito. Niente sangue, niente dolore.

Quando si decide scientemente di togliersi la vita, si crede che non ci sia un’altra via di guarigione. La morte appare come l’unica e la sola salvezza dal tormento dell’anima.

Il 5 dicembre, Erika De Nardo, che a soli sedici anni, – il 21 febbraio 2001 – aveva massacrato, con ben 97 coltellate, la madre ‘Susy’ Cassini e il fratello undicenne Gianluca, torna libera, un anno dopo la scarcerazione del suo complice, Mauro ‘Omar’ Favaro. Che siano maledetti! E pensare che la madre – secondo quanto riferito da Omar – prima di morire avrebbe esclamato: “Erika, ti perdono” e l’avrebbe implorata, invano, di salvare il figlio.

Anche l’amore di una madre è senza limiti. Spesso. Una figlia è pur sempre una figlia, anche se assassina. Il che mi fa dolcemente pensare al legame – talora, indissolubile – fra madre e figlio: è davvero un cordone ombelicale, che mai si spezza.

Nel resto del Mondo: l’11 febbraio, le folle riunite in piazza Tahrir del Cairo costringono Hosni Mubarak ad abbandonare la dittatura dell’Egitto. Un mese dopo, l’11 marzo, alle ore 14.46, Fukushima è colpita da un terremoto 8,9 della scala Richter durato due minuti. Catastrofe dalla quale il Giappone non si è ancora ripreso, mettendo in crisi i programmi nucleari dell’intero Pianeta. Il 2 maggio, in diretta dalla ‘situation room’ della Casa Bianca, Osama Bin Laden è catturato ed eliminato dalla faccia della Terra. Finalmente. La foto di Barack Obama – oggi osteggiato dagli ‘indignati’ che appartengono proprio al popolo che lo ha eletto (la rielezione del Presidente prevista per il mese di novembre 2012 è, infatti, piuttosto incerta) – e del suo staff è notissima ed è stata vista almeno 2 milioni di volte su Flickr. Il 14 maggio, Dominique Strauss-Kahn viene arrestato a New York con l’accusa di tentata violenza sessuale ai danni di una cameriera di colore al Sofitel di Manhattan. Costretto a dimettersi da direttore generale del FMI e a rinunciare così alla corsa contro Sarkozy nelle Presidenziali francesi. Il 5 ottobre il fondatore della Apple, Steve Jobs, muore in gloria per un cancro al pancreas. 56 anni. Le malattie, spesso, non risparmiano. Persino i miliardi non sono in grado di curare la brutta bestia.

Continuo a credere nel destino, nella fortuna, in Dio, o come si preferisce dire. Io credo in Dio. C’è stato un tempo in cui, però, l’ho bestemmiato. Panta rei.

Il 20 ottobre e il 17 dicembre muoiono rispettivamente il dittatore libico Muammar Gheddafi e il leader nordcoreano Kim Jong II.

Mario Draghi, dal 1° novembre, è il Presidente della Banca centrale europea, subentrando a Jean-Claude Trichet. Nello stesso mese Lucas Papademos diventa il nuovo primo ministro greco; come Monti è uomo Goldman Sachs e dovrà gestire il default del suo Paese. Il 9 dicembre scorso David Cameron, il premier inglese, si oppone apertamente alla soluzione franco-tedesca di modifica dei trattati dell’Unione Europea.

Tutte queste notizie – alcune delle quali tragiche – le ho apprese solo poco tempo fa. Non sapevo cosa fosse successo quest’anno nel nostro Paese. Non solo la memoria del pc, a volte, fa le bizze. Anche quella degli uomini funziona così. Capita, in circostanze impreviste e imprevedibili.

A gennaio l’euro compierà dieci anni; Vladimir Putin, nel mese di marzo, tenterà di tornare al Cremlino; a maggio i vertici del G8 e della Nato si riuniranno a Chicago, nella ‘casa’ di Obama; nello stesso mese sarà celebrato il ventesimo anniversario della strage di Capaci, durante la quale morì Giovanni Falcone; a giugno si darà inizio ai campionati europei di calcio, in Polonia e Ucraina. A settembre è previsto il ritiro di 33.000 soldati americani dall’Afghanistan e il mese seguente Hugo Chavez cercherà il terzo mandato. A Ginevra, a novembre, verrà organizzato il primo Forum Mondiale della Salute. Contestualmente Obama tenterà di restare alla Casa Bianca.

Il resto di quello che passerà, un giorno, alla Storia, chi lo sa. Auguro a tutti – malvagi esclusi – di esserci, il prossimo anno, sperando – come sempre – nella buona Sorte.

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