Il bambino umiliato dall’autista dello scuolabus

Francesco, 10 anni, è stato costretto a scendere dal mezzo di trasporto a circa un chilometro da casa sua. Il padre, Alberto, racconta la vicenda.

di Simona Vitale 10 dicembre 2012 16:23

L’autista di uno scuolabus di Rende, in provincia di Cosenza, ha fatto scendere dal mezzo di trasporto un bambino di 10 anni di nome Francesco che stava giocando insieme ad altri compagni. Come raccontato dal quotidiano Calabria Ora, l’autista avrebbe detto al bambino: “State facendo casino, tu comincia a scendere che tra l’altro non paghi neanche il tesserino”. Una vera e propria umiliazione per il piccolo, il cui padre, Alberto, 42 anni, come raccontato al giornale calabrese, non prende più lo stipendio dal mese di aprile.

Alberto è dipendente della Giseco, una società che gestisce gli impianti di depurazione del cosentino. L’uomo ha dichiarato:

È solo un bambino ed è la mia vita. Non ha colpe lui se non posso pagargli lo scuolabus. Il Comune di Rende è in debito con la Giseco e deve qualcosa come un milione di euro. Fondamentalmente i miei soldi ce li ha già l’amministrazione comunale.

Il padre ferito ha raccontato che il bambino è uscito da scuola alle 13.15, prendendo lo scuolabus che da Rende, insieme ad un’altra quindicina di bambini, lo avrebbe portato nella frazione Nogiano. A circa un chilometro da casa sua, l’autista avrebbe fatto scendere il bambino dallo scuolabus. Il piccolo Francesco avrebbe poi raggiunto casa a piedi. Il padre ha aggiunto:

Ho chiamato il responsabile del servizio e ha detto che avrebbe provveduto a chiarire tutto ma a me non basta. Chi svolge un servizio delicato come questo, con i bambini, deve essere responsabile. Gli vorrei domandare se avessero fatto lo stesso a suo figlio come avrebbe reagito.

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