I 15 posti nel mondo che presto non ci saranno più

Alcune delle località più belle della Terra rischiano di scomparire a causa di fenomeni prettamente naturali e inarrestabili.

di Simona Vitale 13 dicembre 2012 17:08

Prenotare un biglietto aereo per uno dei meravigliosi posti che vi presentiamo di seguito sarebbe sicuramente gran cosa, ma non pensate, qualora ne abbiate la possibilità, di acquistarvi degli immobili.

Così almeno ci consiglia Buzzfeed, mostrandoci alcuni dei posti più belli al mondo che, però, rischiano, per diversi motivi, di scomparire entro il 2050.

Vediamo quali sono di seguito.

Nauru. Parliamo del più piccolo paese del mondo, con una superficie di circa otto miglia quadrate. Con Circa 10.000 abitanti, è il secondo Paese meno abitato al mondo dopo Città del Vaticano. Una barriera corallina circonda l’intera isola, costellato di pinnacoli fatti di fosfato. Nel tempo, l’ambiente di Nauru è stato gravemente danneggiato dalle operazioni di estrazione dei fosfati.

Monte Kilimanjaro. La montagna più alta dell’Africa si sta ritirando. I ghiacciai si stanno sciogliendo a causa della deforestazione e del riscaldamento globale.

Kiribati. La repubblica di Kiribati è uno stato insulare composto da 32 atolli e sporgenti sparsi in 1351 mila miglia quadrate. Le noci di cocco hanno smesso di crescere in alcune isole, così come l’acqua salata ha invaso alcune ex zone di balneazione.

Isole Marshall. Sono costituite da oltre 1.000 bassi atolli, isole e isolotti nella zona settentrionale dell’Oceano Pacifico. Nel 2008, le onde e le alte maree hanno causato allagamenti nella capitale di Majuro, situata a 3 metri sul livello del mare.

Venezia. Da tempo si pensa che la splendida città italiana possa scomparire affondando; il punto è che la frequenza delle alluvioni aumenta ogni anno sempre di più.

Kosrae. Situata in Micronesia, rischia di scomparire a causa delle erosioni costiere. 

I Poli. Com’è noto, rischiano di scomparire a causa dell’ormai sempre più veloce scioglimento dei ghiacciai .

Isole Salomone. Composte da circa 1.000 isole, esse rappresentano degli stupendi esempi di belle barriere coralline, lagune, ed anche vulcani. Purtroppo, a livelli crescenti, cicloni e inondazioni stanno causando l’erosione costiera.

Isole Carteret. Situate a nord-est di Papua Nuova Guinea, le isole sono diventate inagibili a causa degli effetti combinati del livello dei mari, dell’erosione, delle mareggiate, e della contaminazione di acqua salata con il suolo.

Glacier National Park. Alcuni scienziati hanno previsto che il Montana Glacier National Park sarà libero dai ghiacci entro il 2020 a causa del cambiamento climatico.

Seychelles. L’arcipelago è formato da circa 115 isole nell’Oceano Indiano. Le isole sono circondate da una barriera corallina a dir poco spettacolare. L’erosione della spiaggia e le temperature dell’acqua sono in aumento causando la morte del corallo.

Tokelau. Rappresenta territorio della Nuova Zelanda costituito da tre atolli corallini tropicali. Le temperature dell’acqua sono in aumento e minacciano le barriere coralline e delle coste.

Kivalina. Si trova sulla punta di una barriera corallina di 8 miglia in Alaska. A Inupiat ci sono circa 375 abitanti, che costituiscono un piccolo villaggio eschimese. La città di Kivalina ha citato la Exxon Mobil Corporation, affermando che le grandi quantità di gas a effetto serra che essa emette contribuiscono ai cambiamenti climatici e a minacciare l’esistenza della comunità locale.

Maldive. Situate nell’Oceano Indiano, sono costituite da migliaia di piccole isole e atolli. Il presidente delle Maldive ha annunciato che il governo inizierà a comprare terreni in altri paesi, tra cui l’India, per i cittadini sfollati a causa delle alluvioni e dalle inondazioni.

Tuvalu. Comprende quattro isole barriera e cinque atolli. Ha sofferto di improvvise inondazioni e di carenza d’acqua dolce.

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