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Giustiziato uomo psicolabile in Texas. Protesta l’ONU

Il ragazzo soffriva di problemi psichici sin da piccolo, causati dall'abuso di alcol della madre durante la gravidanza.

di Elena Arrisico 19 luglio 2012 14:25
Spillette contro la pena di morte

Un afro-americano è stato giustiziato in Texas, negli USA, tramite un’iniezione letale. L’uccisione del ragazzo di 34 anni ha causato la protesta dell’ONU, dato che Yokamon Hearn – questo il nome dell’uomo – soffriva di disturbi mentali. Hearn era stato condannato alla pena capitale quando aveva 19 anni, con l’accusa di aver ucciso un uomo durante un furto d’auto.

Vorrei dire alla mia famiglia che la amo“, ha dichiarato Hearn subito poco prima dell’esecuzione, prima di affermare di essere “pronto” a morire. L’uomo si trovava nel braccio della morte da 14 anni e, durante questi anni, gli sono stati diagnosticati diversi problemi psichici legati all’abuso di alcol della madre durante la gravidanza. Una situazione più che particolare, aggravata ulteriormente dallo stato di abbandono in cui Hearn era cresciuto.

Quando aveva appena 10 anni, infatti, l’uomo aveva mostrato istinti suicidi e danni al cervello. Proprio per questo motivo, martedì scorso, l’ONU aveva lanciato un appello alle autorità texane perché gli risparmiassero la vita: “Imporre la punizione capitale ad individui con disabilità psico-sociali è una violazione delle tutele previste dalla legge sulla pena di morte“, aveva denunciato il funzionario Christof Heyns.

Le autorità carcerarie del Texas hanno reso noto che l’uomo è stato ucciso alle 18:37 ora locale, le 00:37 di oggi in Italia. Per la prima volta, la condanna a morte è stata eseguita con una sola iniezione letale di pentobarbital; di solito, infatti, la morte sopraggiunge dopo tre iniezioni.

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