Ex reclutatore dell’esercito giustiziato in Texas

L'uomo si è sempre dichiarato innocente, cosa che gli ha evitato la pena di morte per tre volte.

di Elena Arrisico 26 Settembre 2012 12:50

Il Texas continua ad uccidere e lo fa con Cleve Foster, questa volta: un uomo di 48 anni condannato alla pena capitale per aver ucciso, nel 2002, un’immigrata sudanese. Foster si è trovato nel braccio della morte per ben tre volte, prima di essere giustiziato alla quarta: l’uomo era stato salvato in extremis, ogni volta, grazie all’intervento della Corte Suprema; alla quarta volta, però, non c’è stato nulla da fare e la sua richiesta di posporre, ancora una volta, la condanna è stata respinta. Così, l’ex reclutatore dell’esercito è stato ucciso martedì sera, tramite un’iniezione letale.

Cleve Foster aveva, sin da subito, dichiarato la propria innocenza, nonostante la prova del DNA dimostrasse il contrario. L’uomo sarebbe stato, infatti, coinvolto nel rapimento e nell’uccisione di Nyaneur Pal, nel 2002, un’immigrata dal Sudan. La ragazza di 30 anni fu uccisa a colpi di arma da fuoco alla testa ed il suo corpo fu abbandonato in un fosso, il 14 febbraio dello stesso anno. Foster ed un suo amico – Sheldon Ward – l’avevano riconosciuta in un bar di Fort Worth, in Texas, dove alcuni testimoni avevano detto di averli visti parlare con la donna, qualche ora prima dell’omicidio. Anche Ward fu condannato a morte, ma è deceduto un paio di anni fa in carcere per un tumore.

Appena chiuderò gli occhi, sarò con mio padre e sarò con Dio: è tutto, è la mia vita“.

Queste sono state le ultime parole di Foster, poco prima di morire e di rivolgersi anche ai parenti della vittima:

Non so cosa proveranno stasera. Prego affinché ci ritroveremo tutti in cielo“.

La sospensione della pena di morte, le altre volte, arrivò proprio mentre Foster si incamminava verso la stanza dove sarebbe stato ucciso e mentre consumava il suo ultimo pasto; questa volta, però, non è stato così. La sospensione arrivava per via di alcuni espedienti burocratici dei suoi legali che ne rimandavano così l’esecuzione, probabilmente in attesa di dimostrare la sua innocenza.

Alle 18:43 di martedì – ora locale, le 00:43 in Italia – a Foster è stato iniettato un cocktail letale che, 25 minuti dopo, l’ha ucciso. L’uomo è il 30esimo condannato giustiziato negli USA dall’inizio del 2012 – solo una settimana fa, è stato ucciso un condannato a morte, in Pennsylvania, per aver ucciso gli stupratori che lo avevano violentato per quasi tutta la sua vita – ed il nono nello stato del Texas, dove la pena di morte è stata reintrodotta nel 1976 uccidendo circa 480 persone. Molti altri sono, comunque, i casi in cui sono state giustiziate persone dalla dubbia colpevolezza.

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