Bambino muore tra le braccia della madre per malattia cutanea: “Il mio angelo ha ricevuto le ali”

Un bambino di due anni è morto a causa di una rara forma di epidermolisi bollosa giunzionale, malattia che provoca bolle e vesciche sparse per tutto il corpo. Il piccolo è morto fra le braccia della sua mamma che, seppur addolorata, è felice che il suo amato bambino abbia trovato la pace.

di Simona Vitale 16 gennaio 2012 18:42

Storia straziante quella che vede protagonista un bambino della Louisiana, USA la cui breve vita di soli due anni è giunta al termine poche ore fa. Il piccolo Tripp Roth era sopravvissuto a tutte le previsioni mediche durante la sua battaglia contro l’epidermolisi bollosa giunzionale, malattia che nei casi più gravi produce bolle e cicatrici al minimo tocco, e nei soggetti più piccoli d’età, come in questo caso, è spesso fatale. In genere l’epidermolisi colpisce una persona su 50.000. Tripp è morto sabato scorso tra le braccia della sua mamma.

Courtney Roth, la 26enne madre del  piccolo, in un blog al titolo “Ebing a mommy“, ha scritto della morte di suo figlio: “Il mio prezioso angelo oggi ha ricevuto le sue ali. Avevo gli incubi a pensare di dover scrivere queste parole”. Counrtney ha poi aggiunto: “Aveva compiuto esattamente 2 anni e 8 mesi. L’ho preso dalla culla e l’ho stretto fra le mie braccia, come più piaceva a lui. Qui Tripp ha esalato il suo ultimo respiro. Il mio cuore è a pezzi, più di quanto avrei mai potuto immaginare”. Decine di amici e familiari hanno organizzato nella giornata di domenica un corteo in onore del piccolo intitolato “Ride for Tripp”. Il corteo, scortato dalla Polizia a Ponchatoula, si è accresciuto man mano di altre persone ed è terminato con tanti palloncini rossi che sono volati via nel cielo.

Il piccolo Tripp è una fonte d’ispirazione per tutti noi. Ha toccato la vita di tutti in questa piccola città”, ha detto Lerai Lucas, un amico di famiglia che ha contribuito a organizzare il tributo. Messaggi di condoglianze sono giunti anche sulla pagina Facebook “Preghiere per Tripp”, dove in 39.000 hanno seguito la storia e, purtroppo, la morte del piccolo bambino malato. Appena nacque Tripp, i medici subito iniziarono a sospettare che il neonato potesse essere affetto da epidermolisi bollosa giunzionale a causa di alcune piccole vesciche già presenti sul suo corpicino. Da allora Tripp ha vissuto ogni giorno avvolto da bende per evitare che il suo corpo entrasse in contatto con fonti di calore o con ogni cosa che potesse provocargli bolle e vesciche. In coloro che sono nati con epidermolisi, gli strati della pelle non hanno la proteina che li tiene insieme. Ciò significa che qualsiasi movimento che crea attrito tra i due strati provoca vesciche. Tripp era affetto da epidermolisi bollosa giunzionale, che colpisce circa l’uno per cento di quelli con la malattia; una forma dunque ancora più grave, con bolle che possono formarsi in qualsiasi punto della pelle. La bocca e gli occhi sono particolarmente sensibili alle piaghe ed il calore aggrava ancor più la situazione. Il piccolo Tripp non poteva neppure farsi il bagnetto senza prendere potenti sedativi. La mamma, per stare vicino al suo bambino, ha abbandonato momentaneamente la sua carriera di infermiera.

Negli ultimi di giorni di vita il corpo di Tripp era letteralmente ricoperto di vesciche ed inoltre il piccolo aveva anche perso la vista quando più abrasioni corneali e la crescita dei tessuti gli chiusero del tutto le palpebre. Senza contare i tubi necessari per provvedere alla sua alimentazione. Nonostante il dolore immenso che prova, Courtney è felice di sapere che il suo bambino “ha finalmente trovato la pace e può essere cullato dalle braccia di Gesù”.

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