Assad minaccia l’occidente: “se intervenite darete fuoco all’intera regione”

Dopo il bombardamento di Homs si fa più concreto il rischio di un intervento delle forze internazionali per fermare il genocidio di Bashar Assad, ma lui avverte che se intervenissero rischierebbero solo un nuovo Afghanistan.

di Vincenzo Avagnale 31 ottobre 2011 11:30

Il presidente siriano Bashar Assad continua la sua campagna di repressione, ma dopo aver cannoneggiato Homs, la terza città del paese, l’attenzione della comunità internazionale si è però miracolosamente ridestata nei confronti di questo atto atroce che il raiss ha scatenato contro il suo stesso popolo.

L’intervento delle forze dell’Occidente in Siria scatenerebbe solo un terremoto e rischierebbe di mettere a fuoco l’intera regione. Volete vedere un altro Afghanistan o decine di Afghanistan?” ha detto Assad durante un’intervista concessa al Sunday Telegraph che l’hai poi diffusa in rete. “I paesi occidentali aumenteranno la pressione, ma la Siria è completamente diversa dall’Egitto, Tunisia e Yemen. La storia è diversa, la politica è diversa. La Siria è ora il fulcro della regione. E’ la sua linea di faglia e chi gioca con il terreno causa un terremoto. Qualsiasi problema con la Siria metterà a fuoco l’intera ragione.

L’inviato cinese per il Medio Oriente, Wu Sike, è intervenuto nella vicenda mandando a Bashar Assad durante la sua visita ad Il Cairo un messaggio a  “rispettare e rispondere alle richieste legittime del popolo siriano“. Viene quindi ad intervenire nella delicata situazione anche la Repubblica Popolare Cinese, che si schiera per la prima volta così nettamente contro il dittatore siriano, auspicando una visita a Damasco non appena la situazione si possa tranquillizzare.

Il presidente siriano si è dimostrato molto sicuro della sua situazione ed alcuni analisti internazionali concorderebbero sul fatto che un intervento simile a quello messo in atto in Libia rischierebbe soltanto di accendere la miccia di una polveriera pronta ad esplodere. In particolare il problema è la vicinanza con l’Iran, ma anche il rischio che le popolazioni araba interpretino questo tipo di intervento come un’invasione occidentale, rischiando di far crollare le rivolte a sfondo democratico. Insomma se si agisce si rischia di cancellare il motivo per cui lo si fa’, mentre se non si agisce si assiste ad un massacro ad opera di un tiranno. Cosa fare?

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