Arcigay: “i gay sono fra i più discriminati al lavoro”

Arcigay e Ministero del Lavoro presentano la prima statistica su lavoratori gay, lesbiche e transessuali: discriminati e costretti a nascondersi.

di Vincenzo Avagnale 13 ottobre 2011 9:23

L’indagine statistica rivela dati incoraggianti da un lato, ma degradanti dall’altro. Così se per un verso gli omosessuali dichiarati sul posto di lavoro vengono trattati meglio, i trans vengono esponenzialmente più discriminati in ogni ambito lavorativo.

Il 19% degli intervistati ha subito trattamenti ingiusti, il 26,6% afferma di non aver rivelato la propria identità sessuale per evitare problemi lavorativi. “Invisibilità” dunque una delle maggiori discriminazioni agli omosessuali sul posto di lavoro, discriminazione auto-imposta per evitare discriminazioni molto peggiori.

Il 13% degli omosessuali ha visto respinta la propria candidatura per un posto di lavoro a causa del suo orientamento sessuale, percentuale che sale vertiginosamente al 45% se riguarda i trans! Il 19,1% ha detto di essere stato trattato iniquamente sul lavoro solo per il proprio orientamento sessuale, percentuale che raggiunge il 45,8% per i tra trans discriminati da donna a uomo, mentre addirittura il 56,7% da uomo a donna.

L’Arcigay ha presentato oggi a Roma raccogliendo 2229 questionari di persone lgbt, intervistando 52 testimoni qualificati con 17 storie di discriminazione sul lavoro. Questo studio mette nero su bianco un argomento che per troppo tempo era sulla bocca di tutti, ma che non trovava mai riscontro in interventi ufficiali per la mancanza di atti che lo confermassero.

La deputata Pd, lesbica dichiarata, Anna Paola Concia, ha invitato il ministro competente ad intervenire, perchè adesso non può esimersi di farlo, è stato accertato oltre ogni dubbio che è in atto in Italia una pesante discriminazione su una fascia consistente di cittadini.

Il ministro del lavoro Sacconi risponde prontamente: “la ricerca di Arcigay evidenzia una triste realtà che caratterizza ancora il nostro sistema produttivo di beni come di servizi. È mia intenzione promuovere, come opportunamente sollecita anche l’onorevole Concia, una iniziativa rivolta a sollecitare più diffusi comportamenti corretti e a contrastare quelli che corretti non sono coinvolgendo le competenze ministeriali, quelle regionali, quelle delle Agenzie per il lavoro private e quelle, infine, ma non ultime, delle parti sociali, per avviare protocolli condivisi. Il mercato del lavoro deve essere sempre piùtrasparente ed efficiente, fondato sul diritto di ciascuna persona, di tutte le persone, di accedere e transitare da un posto all’altro senza alcuna discriminazione.” 

3 condivisioni e commenti
Condividi e commenta!

Commenti