Agesci: “Gli educatori scout omosessuali sono un problema”

Le posizioni di Padre Francesco Compagnoni, assistente ecclesiastico nazionale del Masci, Movimento adulti scout cattolici italiani, sembrano alquanto chiare.

di Simona Vitale 5 Maggio 2012 11:44

Le affermazioni in ordine alle persone omosessuali non smettono mai di suscitare scalpore e polemiche. A pronunciarsi, stavolta, è stato padre Francesco Compagnoni, assistente ecclesiastico nazionale del Masci (Movimento adulti scout cattolici italiani), in un passaggio della sua relazione al seminario “Omosessualità, nodi da sciogliere nelle comunità capi. L’educazione fra orientamento sessuale e identità di genere”. L’incontro è stato organizzato dall’associazione guide e scout cattolici italiani e si è tenuto nello scorso mese di novembre. Tuttavia gli atti sono stati pubblicati dall’Agesci soltanto nei giorni scorsi. Padre Compagnoni ha dichiarato:

Le persone omosessuali adulte nel ruolo di educatore (quindi per noi i capi che hanno una tendenza omosessuale profondamente radicata o forse predominante) costituiscono per i ragazzi loro affidati un problema educativo. Il capo scout è il modello per i suoi ragazzi e sappiamo che gran parte dell’effetto educativo dipende dalla esemplarità anche inconscia che proviene dall’adulto.

Secondo Padre Compagnoni il capo omosessuale avrebbe sicuramente un vantaggio, rappresentato dalla sua maggiore sensibilità che lo porterebbe ad essere più idoneo alle relazioni personali, rispetto invece ad altri capi che spesso hanno difficoltà a comunicare con i ragazzi. Tuttavia, quella che sembra apparentemente un’apertura in realtà non lo è. Questo perché secondo Compagnoni:

Il capo trasmette dei modelli e i capi che praticano l’omosessualità, o che la presentano come una possibilità positiva dell’orientamento sessuale, costituiscono un problema educativo.

Riguardo all’educazione sessuale, Compagnoni ritiene poi che il capo scout omosessuale non debba affrontare il discorso con il reparto da solo, poiché va sottolineato il fatto che non tutte le posizioni al riguardo hanno la stessa dignità morale. Il fatto che la società sia tollerante non vuole dire che vuol dire che tutti i comportamenti abbiano uguale dignità umana e abbiano lo stesso valore morale. Se poi un giovane scout mostra tendenze omosessuali, allora, come suggerito spesso già in passato da altre “tolleranti” personalità, opportuno sarebbe il ricorso allo psicologo.

Secondo me, bisognerebbe parlare con i genitori e invitare un esperto con cui consigliarsi. In linea generale uno psicologo dell’età evolutiva o ancora meglio un pedagogista. Non si può semplicemente evitare il problema non affrontandolo. Coinvolti nel problema ci sono non solo l’adolescente, ma tutti gli altri adolescenti della comunità che si sono accorti di questo. In questo caso secondo me la questione va affrontata con tutte le persone che sono implicate. Soprattutto non va nascosta: non si può far finta di niente. 

Parola di Padre Compagnoni.

Commenti