Visite fiscali, salta l’equiparazione fra pubblico e privato

Resta il divario delle fasce di reperibilità nei due settori, ma sarà solo l’Inps a gestire le visite fiscali.

di fabiana 3 gennaio 2018 9:00
visite fiscali, INPS

Se ne era parlato anticipandone la portata quasi rivoluzionaria: le modalità delle visite fiscali per i dipendenti pubblici e privati sarebbero state equiparate in termini di lasso di tempo della reperibilità. Nulla di fatto. O quasi. Il decreto del 29 dicembre che entrerà in vigore dal 13 gennaio sembra non equiparare i due settori: restano infatti diverse le fasce di reperibilità durante la malattia. 

Il lavoratore pubblico dovrà farsi trovare in casa per 7 ore, il lavoratore privato per 4, a meno di casi particolari (come visite et.) per l’eventuale visita fiscale. 

A mandare all’aria la parificazione, il ministro della P.a, Marianna Madia, secondo cui l’equiparazione fra statali e privati avrebbe agevolato statali, causando “una minore incisività della disciplina dei controlli”.

Di fatto, nel decreto, restano indicate le diverse fasce di reperibilità comprese fra 9 e le 13 e tra le 15 e le 18 di ogni giorno per gli statali, e le fasce di reperibilità comprese fra le ore 10 e le 12 e tra le ore 17 e le 19, tutti i giorni per i lavoratori privati.

La differenza in pratica resta uguale a prima anche se a cominciare dal 13 gennaio, la visita fiscale potrà essere richiesta fin dal primo giorno di assenza dal datore di lavoro o dall’Inps che controllerà di fatto le visite. 

Le visite fiscali saranno assegnate ai medici attraverso un apposito canale telematico e non è detto che sia sufficiente una sola visita fiscale durante i giorni di malattia presi.

Nel caso in cui la malattia dovesse prolungarsi, le visite fiscali potrebbero infatti essere ripetute anche nei giorni di festa o nella giornate del  settimanale. I lavoratori statali potranno assentarsi negli orari delle fasce di reperibilità in casi eccezionali, patologie gravi che richiedono terapie salvavita o per coloro che abbiano un’invalidità riconosciuta, pari o superiore al 67% e il medico  dovrà redigere il verbale con la valutazione sulla capacità o l’incapacità di lavorare che sarà successivamente trasmessa all’Inps in via telematica.

Il verbale potrà essere controllato sia dal dipendente sia dal datore di lavoro e se il lavoratore non dovesse accettare l’esito della visita del medico comunicandolo subito.

Se il lavoratore volesse rientrare prima al lavoro dovrà inviare un certificato sostitutivo che dovrà essere rilasciato da un altro medico.

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