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Riforma fiscale: si accelera per l’aliquota Irpef al 20% e l’Ici sui beni ecclesiastici

Riforma fiscale: si accelera per l’aliquota Irpef al 20% e l’Ici sui beni ecclesiastici

Il Premier Mario Monti ha deciso di accelerare sul tema della riforma fiscale. Difatti il testo sarà già discusso domani nel pre-consiglio dei ministri per poi essere varato definitivamente venerdì. Così da una parte ci dovrebbe essere il decreto legge contenente gli interventi da adottare tempestivamente, com’è nella ratio legis di questo tipo di intervento dell’esecutivo, dall’altro il disegno di legge per altri tipi di provvedimenti meno urgenti. Gli obiettivi che il Governo intende raggiungere sono sicuramente importanti. Innanzitutto la riduzione di tre punti della prima aliquota Irpef, dal 23% al 20%, finanziabili attraverso gli introiti provenienti dalla lotta all’evasione fiscale e stimati in circa 11 miliardi di maggiori entrate. L’obiettivo è una copertura di 5 miliardi e mezzo che dovrebbe permettere di abbassare al 20% l’aliquota applicata ai redditi compresi fra i 7 e i 15 mila euro. Possibile è anche la modifica delle detrazioni. In tal modo i proventi ottenuti grazie alla lotta all’evasione sarebbero in un primo tempo destinati ad un Fondo al quale attingere successivamente per finanziare le maggiori detrazioni applicate.

Nella riforma fiscale dovranno poi trovare posto anche misure dirette ad evitare il nuovo aumento dell’Iva e il taglio alle 720 agevolazioni fiscali previste per famiglie e imprese, in modo da evitare che possano essere toccati quei fondi diretti a determinate famiglie e pensionati. Si attendono poi nuovi introiti grazie alla revisione degli estimi catastali soprattutto nelle grandi città e dai tagli alla spesa pubblica . Il decreto potrebbe poi  contenere anche l’applicazione dell’atteso e secondo i più giustissimo Ici sui beni della Chiesa e l’abolizione dell’Agenzia per il Terzo settore. L’Anci, Associazione dei comuni, ha parlato di versamenti per 600 milioni l’anno, uno studio dell’Ifel ritiene invece che il risultato possa raggiungere il miliardo di euro.Il dibattito sull’introduzione dell’Ici per la Chiesa non accenna nel frattempo a diminuire. Ieri infatti il senatore del Pdl Mantovano ha asserito che “nonostante le note difficoltà economiche nelle quali versano i comuni, nessun sindaco del Popolo delle Libertà applicherà mai l’Ici di Monti agli asili parrocchiali e a quei beni della Chiesa ove si svolgano attività sociali, formative e religiose così utili per le nostre comunità”.

 

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