Vescovo di Ragusa: “Sì a convivenze, chiesa sia aperta anche a gay e lesbiche”

Paolo Urso: "Quando due persone decidono, anche se sono dello stesso sesso, di vivere insieme, è importante che lo Stato riconosca questo stato di fatto".

di Gianni Monaco 14 gennaio 2012 17:32

Stanno facendo molto discutere le dichiarazioni di Paolo Urso, riprese dalle principale agenzie di stampa. Il Vescovo della diocesi di Ragusa, intervistato da quotidiano.net, si è espresso a favore delle unioni tra persone dello stesso sesso e ha detto, in netta contratendenza rispetto alle gerarchie vaticane, che la chiesa cattolica deve essere aperta anche a lesbiche e gay. Una posizione, quella di Urso, che stupisce molto anche tenendo conto che i prelati siciliani sono storicamente fra i più conservatori.

Pieno di monumenti barocchi, la cui bellezza è stata anche riconosciuta dall’Unesco, il territorio ibleo sale ora alla ribalta per le parole di Urso, che hanno fatto esultare coloro i quali vorrebbero una chiesa più aperta su certe tematiche sociali.

“Quando due persone decidono, anche se sono dello stesso sesso, di vivere insieme, è importante che lo Stato riconosca questo stato di fatto – ha detto il Vescovo di Ragusa. – Uno stato di fatto che va chiamato con un nome diverso dal matrimonio. Altrimenti non ci intendiamo. Uno Stato laico come l’Italia non può ignorare il fenomeno delle convivenze, deve muoversi e definire diritti e doveri per i partner. Poi la valutazione morale spetterà ad altri. La Chiesa fa le sue valutazioni, ma – ha aggiunto Urso – ciò non toglie che deve sempre essere una casa dalle porte aperte, anche per i gay e le lesbiche. Non va confuso il peccato con il peccatore“.

42 condivisioni e commenti
Condividi e commenta!

Commenti