Zone rosse, arancioni e gialle, ecco l’Italia divisa nel nuovo DPCM

Ecco l'Italia com'è stata suddivisa per fronteggiare la seconda ondata della pandemia da Coronavirus.

di Maria Barison 5 Novembre 2020 11:13

Nella serata di ieri Conte ha annunciato il nuovo DPCM per contrastare l’emergenza Coronavirus in Italia ed entrerà in vigore a partire da domani venerdì 6 novembre fino al 3 dicembre.

Il Governo ha attuato nuove misure restrittive che non riguardano però l’Italia intera, ma è stata suddivisa a seconda della situazione dei contagi e della criticità sanitaria. Secondo questa nuova ordinanza troviamo le regioni come Lombardia, Piemonte, Valle D’Aosta e Calabria considerate zona rossa, almeno per le prossime due settimane, mentre Sicilia e Puglia sono zone arancioni, tutte le altre regioni invece appartenenti alla zona gialla.

Cosa comporta appartenere alla zona rossa nel nuovo DPCM

Vediamo cosa comporta questa suddivisione tra regioni per grado di criticità. Chiaramente la zona rossa è quella considerata più a rischio e quindi si darà via ad una sorta di lockdown, seppur non come vissuto a marzo. Nel dettaglio le regioni appartenenti alla zona rossa non potranno consentire lo spostamento verso un’altra regione se non per motivi di salute, lavoro ed istruzione. Saranno chiusi bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie: resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio e, fino alle 22, la ristorazione con asporto. Sospese tutte le attività sportive, anche nei centri sportivi all’aperto ed è consentita solo la passeggiata nei pressi della propria abitazione purché a distanza di un metro dalle altre persone e sempre con la mascherina. Consentita la corsa individuale e la passeggiata in bici, ma sempre in solitaria. Aperte scuole per l’infanzia, elementari e medie, per le altre valida solo la didattica a distanza.

Zona arancione e zona gialla, ecco cosa accade

Cosa accade nelle regioni appartenenti alla fascia arancione, quindi Puglia e Sicilia? In questo caso il nuovo DPCM prevede coprifuoco alle 22, valido per tutta Italia, vietato spostarsi dalla propria regione se non per i motivi sopra indicati. All’interno della regione ci si potrà spostare per accompagnare i figli a scuola e riprenderli, divieto di spostamento tra comuni, salvo i soliti motivi di salute, lavoro ed urgenze varie. Saranno chiusi bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, ad esclusione delle mense e del catering. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio.

Per le regioni appartenenti alla zona gialla, come Abruzzo, Basilicata, Campania,Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Provincia di Trento e Provincia di Bolzano,Sardegna, Toscana, Umbria e Veneto, resta il coprifuoco alle 22. Poi saranno chiusi musei e mostre; le scuole superiori saranno costrette a offrire didattica a distanza; le scuole elementari e medie potranno fare didattica in presenza ma gli studenti dovranno portare la mascherina; nelle giornate festive e prefestive chiuse le medie e grandi strutture di vendita, ad eccezione delle farmacie, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole; sui mezzi di trasporto pubblico la capienza massima sarà del 50%; le prove preselettive e scritte delle procedure concorsuali pubbliche e private e di quelle di abilitazione all’esercizio delle professioni sono sospese ed infine sono chiusi i corner scommesse e giochi nei bar e nelle tabaccherie.

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