Usa, soldatesse accusano di stupro comandanti dei Marines

Anche esponenti del Pentagono sarebbero coinvolti nella vicenda

di Giulio Ragni 8 Marzo 2012 11:32

L’esercito degli Stati Uniti finisce ancora una volta nell’occhio del ciclone: non bastassero le feroci polemiche per il rogo del Corano in una base americana in Afghanistan e per l’oltraggio dei cadaveri umiliati dai Marines, che hanno scatenato per giorni le violente reazioni della popolazione locale, e per la vicenda dei resti non identificabili o inceneriti di soldati morti gettati in una discarica, ora le forze militari Usa devono fronteggiare un’accusa di stupro da parte di otto soldatesse. Alcune di esse sono ancora in servizio, mentre altre  hanno ormai abbandonato la divisa, tutte ad ogni modo unite nel puntare il dito contro i vertici dei Marines e del Pentagono.

Sono quattro ex soldatesse della Marina, due ex ufficiali dei Marines, un’altra ex soldatessa dei Marines e una ancora in servizio: queste otto donne che sognavano di trovare nell’uniforme militare le soddisfazioni di una carriera professionale, avrebbero conosciuto invece, stando alle accuse che lanciano, un inferno fatto di molestie, abusi e veri e propri stupri. Secondo le accuse, coloro che si sono macchiati di queste terribili violenze sarebbero numerosi comandanti dei Marines ed anche alti esponenti del Pentagono, tra cui l’attuale segretario alla Difesa Leon Panetta, proprio colui che paradossalmente lo scorso gennaio aveva annunciato nuovi finanziamenti a sostegno della politica della ‘tolleranza zero’, contro gli abusi sessuali tra le fila dei militari. Al momento i diretti interessati non hanno fatto trapelare alcun commento sulla vicenda che li vedrebbe coinvolti.

I dati delle molestie sessuali all’interno delle forze armate statunitense sono infatti allarmanti: secondo uno studio promosso e pubblicato dalla Difesa americana, nel 2010 sono stati stimati più di 19 mila casi di ‘contatti sessuali’ indesiderati, ma di questo gran numero solo tremila denunce, appena il 21% del totale, è alla fine approdata in un’aula di tribunale. La strada per la pari dignità e il pieno rispetto della donna, anche nell’esercito a stelle e strisce, è ancora tutta in salita.

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