Traffico di droga negli studi Mediaset, maxi-blitz: 22 arresti

Scoperto spaccio di cocaina negli studi televisivi di Cologno Monzese. Parte delle intercettazioni rivela alcuni nomi di personaggi dello spettacolo.

di Elena Arrisico 28 giugno 2012 14:33

Un traffico di droga negli studi Mediaset è stato scoperto questa mattina, a Milano. Quintali di droga e cocaina destinata ad essere smerciata all’interno degli studi televisivi. Il blitz, condotto dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano, ha visto l’arresto di 22 persone coinvolte nel traffico.

Le indagini hanno portato ad un gruppo di ecuadoriani, che ha fatto arrivare la cocaina via mare, per via aerea e tramite spedizioni postali, recapitate in una pizzeria di via Gaudenzio Ferrari, nei pressi dei Navigli milanesi. Le intercettazioni delle conversazioni hanno poi permesso di capire che lo spaccio avveniva anche all’interno degli studi televisivi di Cologno Monzese.

Tra gli intercettati, Marco Damiolini – 35 anni e a capo dell’organizzazione – che parla di presentatori e gente dello spettacolo legata a Mediaset, interessata allo smercio della cocaina. In una delle conversazioni registrate, si sente un capo rimproverare uno dei trafficanti, perché sta smerciando cocaina troppo pura: “Ma non posso dargli neanche la merda a quelli di Mediaset. Io lo so già come son fatti quelli… quelli mi portano via trenta grammi a botta“, risponde l’altro per giustificarsi.

Già il 2 novembre del 2011, lo spaccio all’interno della società di Cologno Monzese era stato oggetto di indagini, che avevano portato all’arresto di 3 dipendenti di Mediaset. Tra le circa 900 pagine dell’ordinanza, il 29 settembre del 2009, Marco Damiolini ha una conversazione con Raffaele Laudano di 47 anni, arrestato anche lui: “Mò ti dico una cosa, guarda che Mediaset, se ti blindano, se la cantano. Lo rivelano, è normale“, dice Damiolini. “Se la smazza poi lui“, risponde Laudano. “Non gli puoi neanche dare dell’infame. L’amico mio ha preso 12 anni di galera, perché lavorava con Maurizio Costanzo. Davide Caffa, lui gli dava la barella (cocaina) alla Barale, a Costanzo, ad ogni Buona Domenica. Gli dava due etti e mezzo. Gliela pagavano profumata proprio, è successo e ha preso 12 anni“, conclude Damiolini.

Non so di cosa si stia parlando, le cose non mi riguardano in nessun modo, di tutte le persone citate conosco solo Paola Barale. Ancora una volta devo dire “un colpo del sole africano“, ha risposto immediatamente Maurizio Costanzo in merito alla questione.

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