Usava i suoi cani come corrieri della droga: arrestato padrone

La scoperta è stata fatta quasi per caso dopo che l'ex convivente dell'uomo aveva portato il cane affidatole dal veterinario.

di Simona Vitale 6 Maggio 2012 12:02

Un barbaro modo di trasportare droga che, fino ad oggi, nel nostro Paese non aveva precedenti. Parliamo di due cani, un rottweiler e un Dogue de Bordeaux, usati inconsapevolmente come corrieri della droga. I due animali sarebbero stati operati da un veterinario, non ancora individuato, che avrebbe inserito gli ovuli di cocaina nello stomaco dei malcapitati cani. Massimo Pracchia, 32 anni, il loro padrone, è stato arrestato dai Carabinieri della stazione di Pontedera (Pisa), accusato anche di maltrattamento verso gli animali insieme al veterinario che ancora non è stato rintracciato.

L’uso dei cani come corrieri della droga è stato scoperto quasi per caso. Difatti, i carabinieri sono giunti nell’appartamento di Pracchia, su segnalazione dei vicini che avevano denunciato una lite. Giunti nell’appartamento dell’uomo, i carabinieri hanno trovato un chilo di cocaina, 24 mila euro in contanti, 95 grammi di hashish e 21 grammi di marijuana, un cellulare, 4 sim card e del materiale per preparare le dosi. L’uomo, considerato così uno dei maggiori spacciatori della Valdera, è stato arrestato. Non finisce qua. Qualche giorno dopo i carabinieri hanno ricevuto la telefonata di una clinica veterinaria che ha denunciato la presenza nello stomaco di un cane di razza Dogue de Bordeaux di 5 ovuli contenenti circa 1 chilo e mezzo di cocaina. Il cane era stato affidato all’ex convivente di Pracchia che, ignara di ogni cosa, aveva visto che il cane stava male e lo aveva portato dal veterinario. Un’ecografia ha poi dimostrato la presenza degli ovuli nello stomaco del cane.

Anche un altro cane di Pracchia, un rottweiler, aveva la stessa cicatrice del douge de bordeaux, dimostrando così che nei mesi precedenti anche lo stesso aveva subito medesima sorte come trasportatore di droga. La droga sequestrata nella casa dell’uomo ha un valore di circa 300 mila euro, ma una volta tagliata e fatta fruttare sul mercato avrebbe portato introiti per oltre 900 mila euro.

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