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Etero ed omofobo, si finge gay per un anno e scrive un libro

Etero ed omofobo, si finge gay per un anno e scrive un libro

Un anno vissuto, potremmo dire, “sotto copertura” per compiere una sorta di spionaggio spirituale. Questa è la storia di Timothy Kurek, 26enne del Tennesse (USA) conservatore cristiano evangelico che ha scelto di vivere per 365 giorni fingendo di essere omosessuale. L’esperienza, giura il ragazzo, è servita a superare i pregiudizi contro quelle persone così “diverse”. Pregiudizio che gli avevano instillato i genitori. Come da lui stesso dichiarato ai giornali statunitensi:

Quello che ho vissuto non è neanche comparabile a ciò che passano gay e lesbiche tutti i giorni. La mia decisone pretendeva un coinvolgimento totale. Sapevo di voler capire, il più realisticamente possibile, come quell’etichetta poteva cambiare la mia vita.

Le sue testimonianze sono ora raccolte in un libro che, come lui dice, non è un testo sulla condizione gay, ma sul pregiudizio. Tutto ha avuto inizio nel 2009, quando un’amica gli ha confidato di essere stata cacciata dalla sua famiglia per aver rivelato le sue inclinazioni sessuali non etero. “Stava piangendo, disperata, fra le mie braccia e tutto quello a cui pensavo erano delle frasi per convertirla”, ha dichiarato Timothy. Da qui, dunque, la decisione di intraprendere quest’anomalo viaggio nel mondo dell’omosessualità e del quale erano a conoscenza solo pochissime e fidate persone:  il suo migliore amico, una zia e un amico omosessuale, Shawn.

Dopo aver dichiarato la sua (finta) omosessualità il 95% degli amici lo abbandona. La madre di Timothy scrive addirittura nel suo diario: “Preferirei aver scoperto di avere un cancro piuttosto che ritrovarmi un figlio così…”. Scoperta, però, la verità diviene infine attivista dei diritti a favore dei gay. Il giovane inizia a lavorare nei locali gay, si iscrive a un campionato di softball per gay, vive con loro, si finge perfino attivista, marcia in diversi cortei. “Ho capito che Dio ama tutti davvero. Ed essere gay per 365 giorni ha salvato la mia fede”, ha infine tratto come conclusione Timothy.

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