Terremoto L’Aquila, la telefonata shock del prefetto Iurato

Intercettata dai pubblici ministeri di Napoli una conversazione di Giovanna Iurato con il prefetto Francesco Gretteri dal contenuto davvero inimmaginabile.

di Simona Vitale 18 Gennaio 2013 21:02

Davvero sconcertante la scoperta che hanno fatto i pubblici ministeri di Napoli a proposito nell’ambito dell’intercettazione di una telefonata del prefetto dell’Aquila Giovanna Iurato, città sconvolta dal terremoto del 2009, poco dopo il suo insediamento nella città abruzzese. I magistrati del capoluogo campano sono titolari dell’inchiesta sugli appalti per la sicurezza nell’ambito della quale il prefetto è indagato per turbativa d’asta. I commenti fanno riferimento a una telefonata fra la stessa Iurato e il prefetto Francesco Gratteri, che è stata intercettata il 28 maggio 2010. La vicenda, come ci informa Repubblica, è riportata nella richiesta di misure cautelari che è stata firmata dal procuratore aggiunto Rosario Cantelmo e dai pm della Dda Vincenzo D’Onofrio, Raffaello Falcone e Pierpaolo Filippelli.

Scrivono i pubblici ministeri:

Commentando la sua prima giornata ufficiale nella città martoriata dal terremoto (definita sarcasticamente da Iurato “una città inesistente, che non c’è”), scoppiava a ridere, ricordando come si era (falsamente) commossa davanti alle macerie e ai bambini rimasti orfani. Una risata non giustificabile dalle circostanze e dagli eventi tragici di quelle ore, che avrebbero imposto al rappresentante del Governo di assumere comportamenti ben diversi e non certo (a proposito di cinismo) legati alla predisposizioni di condotte e strumenti atti a prevenire e/o scongiurare indagini in corso.

Ecco, di seguito, uno dei passaggi della telefonata intercorsa il 28 maggio 2010 tra Iurato e il prefetto Francesco Gratteri, intercettata nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Napoli sugli appalti per la sicurezza.

Iurato: Allora senti…sono andata…sono arrivata, subito mio padre, che è quello che mi da i consigli, quelli più mirati…

Gratteri: Si lo so.

Iurato: Perché è un uomo di mondo, saggio, dice: “Appena metti piede in città subito con una corona vai a rendere omaggio ai ragazzi della casa dello studente…”.

Gratteri: Brava.

Iurato: Eh allora sono arrivata là, nonostante la mia…cosa che volevo…insomma essere compita (fonetico)…mi pigliai, mi caricai questa corona e la portai fino a…

Gratteri: Ti mettesti a piangere…sicuramente! 

Iurato: Mi misi a piangere.

Gratteri: Ovviamente, non avevo dubbi (ride).

Iurato: Ed allora subito…subito…lì i giornali: “le lacrime del Prefetto”.

Gratteri: Non avevo dubbi (eh, eh ride).

Iurato: Ehhhhhhh (scoppia a ridere) i giornali : “le lacrime del Prefetto”.

Gratteri: Non avevo dubbi (eh, eh ride).

Iurato: Poi si sono avvicinati i giornalisti: “perchè è venuta qua?”. Perchè voglio cominciare da qui, dove la città si è fermata perchè voglio essere utile a questo territorio. Punto.

Gratteri: Eh.

Iurato: L’indomani conferenza stampa con tutti i giornalisti.

Immediata la risposta degli avvocati dell Iurato, Claudio Botti e Renato Borzone, difensori del prefetto Iurato:

Siamo molto stupiti che sia stata emessa la misura nonostante le oltre sei ore di interrogatorio e di puntuali chiarimenti forniti al giudice in quella sede. E siamo certi che, quanto prima, si riuscirà a dimostrare l’assoluta estraneità ai fatti della nostra assistita. E’ sempre fuorviante cogliere frammenti di lunghe conversazioni intercettate: il prefetto in oltre due anni di presenza sul territorio dell’Aquila ha dato prova di grande abnegazione e disponibilità senso del dovere nei confronti di quella realtà e dei suoi cittadini.

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