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Tav, il Governo rinvia e bandi e scongiura la crisi

Tav, il Governo rinvia e bandi e scongiura la crisi

Il Governo scongiura la crisi:  Il sole 24 ore on line rende noto che il Governo ha indirizzato una lettera alla Telt per autorizzare l’approvazione di avvisi per i 2,3 miliardi di lavori del tunnel di base della Tav con la clausola di dissolvenza che verrà motivata dall’avvio della procedura di revisione del trattato italo-francese. 

Non sono ancora stati resi noti i bandi, ma è chiaro che Roma chiederà la revisione del Trattato a Parigi e Bruxelles. Insomma, intesa raggiunta dal M5S e dalla Lega.

Sulla Tav la situazione si sta risolvendo positivamente. Quindi ora parliamo di altro e andiamo avanti. 

Ha scritto il vicepremier Luigi Di Maio su facebook. 

 

Oggi è stata una mattinata di intenso lavoro che ha prodotto i suoi frutti. Ho inviato una lettera alla Telt, società incaricata della realizzazione della Torino – Lione, invitandola ad astenersi, con effetti immediati, da qualsiasi ulteriore attività che possa produrre ulteriori vincoli giuridici ed economici per lo Stato italiano con riguardo ai bandi di gara. Ho chiarito che questo Governo e le forze politiche che lo sostengono si sono impegnati a “ridiscutere integralmente” questo progetto e che abbiamo intenzione di interloquire con la Francia e con l’Unione europea alla luce delle più recenti analisi costi-benefici da noi acquisite. Ovviamente non vogliamo che nel frattempo si perdano i finanziamenti europei già stanziati. La società Telt mi ha appena risposto confermandomi che i capitolati di gara non partiranno senza l’avallo del mio Governo e del Governo francese e che, al momento, si limiteranno esclusivamente a svolgere mere attività preliminari, senza alcun impegno per il nostro Stato. Abbiamo promesso di tutelare esclusivamente gli interessi degli italiani. 

Scrive il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. 

Se la crisi sembra temporaneamente risolta, ad attaccare il Governo ripensa il governatore della Regione Piemonte Sergio Chiamparimo parlando dell’ambiguità della decisione. 

È come se il governo dicesse di far partire le manifestazioni d’interesse, sapendo già che i capitolati d’appalto non saranno mai affidati una roba da Repubblica delle banane. 

Ha dichiarato via Ansa. Anche Salvini smorza la crisi di governo spiegando che l’accordo è stato raggiunto, ma Roberto Fico, presidente della Camera, conferma invece che il no alla Tav rappresenta una “battaglia identitaria del Movimento” cinquestelle. 

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