Stupra la figlia per controllare se è vergine, ma non va in galera

Fayhan al-Ghamdi è stato pochi mesi in galera per aver stuprato e ucciso la figlia di 5 anni, salvo poi essere liberato per aver pagato "il prezzo del sangue".

di Simona Vitale 31 maggio 2013 11:29

Un predicatore televisivo molto noto dell’Arabia Saudita è accusato di aver violentato, torturato e ucciso la figlia di 5 anni, Lama. Fayhan al-Ghamdi ha ammesso di aver usato corde e bastoni per picchiare la piccola e di averla poi violentata non essendo certo della sua verginità. Dopo che un medico ha riscontrato diverse fratture multiple al cranio, alla schiena, alle costole, al braccio, ustioni, la piccola è morta. Gli assistenti sociali riferiscono anche che la bambina è stata ripetutamente stuprata e bruciata.

L’associazione Woman to Drive ha però messo in evidenza una terribile verità. Il predicatore, invece di essere condannato alla pena di morte o quanto meno all’ergastolo, è stato in carcere solo pochi mesi salvo poi essere liberato per aver pagato semplicemente “il prezzo del sangue”.

La legge islamica, infatti, prevede una specie di risarcimento in denaro per la mamma di un bambino ucciso. Il predicatore ha così versato alla madre si sua figlia una somma pari a circa 36mila euro a titolo di risarcimento dopo che un giudice ha stabilito che tale somma di denaro, oltre ai mesi già trascorsi in carcere dall’uomo, fossero da considerarsi sufficienti come prezzo per il terribile crimine commesso.

La somma versata è pari alla metà di quella che sarebbe stata pagata se il figlio ucciso fosse stato di sesso maschile.

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