Shock in Venezuela, polizia uccide la figlia del console cileno

La giovane di 19 anni, a bordo di un auto nella quale viaggiava con il fratello ed un amico, è stata raggiunta da colpi di arma da fuoco sparati da agenti di un posto di blocco al quale i tre non si erano fermati.

di Simona Vitale 19 Marzo 2012 17:01

Brutta vicenda quella accaduta venerdì scorso a Maracaibo, in Venezuela, dove la polizia è sotto accusa per aver ucciso la figlia del console cileno. La giovane ragazza di 19 anni era a bordo di un automobile nella quale vi erano anche il fratello ed un amico. I giovani si sono trovati davanti ad un posto di controllo ma, anziché fermarsi, hanno proseguito la loro corsa ottenendo come risultato quello che gli agenti hanno aperto il fuoco contro di loro.

Come raccontato dai media locali, Karen Berendique era a bordo dell’auto con il fratello Fernando di 28 anni ed un amico. A quanto sembra il pick up a bordo del quale i 3 giovani viaggiavano non si sarebbero fermati al posto di blocco intimato dagli agenti, nella convinzione che si trattassero invece di criminali, una gang che pensavano volesse derubarli. Indi Fernando, alla guida dell’auto, avrebbe premuto il piede sull’acceleratore e gli agenti avrebbero poi sparato 3 colpi che hanno colpito in pieno la figlia del console. Solo quando il guidatore si è accorto che la sorella sanguinava e aveva perso conoscenza si è fermato. “Aveva paura perché gli uomini armati non erano identificabili come poliziotti“, ha spiegato il console Fernando Berendique.

La vicenda ha destato molto scalpore, suscitando grande attenzione nell’opinione pubblica. Per questo è stata aperta un’inchiesta in modo da fare luce su ciò che è realmente accaduto. Come comunicato dal capo della polizia, José Humberto Ramírez sono ben dodici i funzionari del Cicpc (Corpo di investigazioni scientifiche, penali e criminalistiche) arrestati. Il Governo venezuelano ha espresso il suo cordoglio all’ambasciatore cileno. Purtroppo, in Venezuela omicidi e sequestri sono all’ordine del giorno. Lo scorso gennaio l’ambasciatore messicano e la moglie sono rimasti vittime di un sequestro, terminato per fortuna dopo poche ore di prigionia. Nello scorso novembre, invece, era toccato al console cinese rimanere vittima di un sequestro simile nel quale era stato anche colpito con un’arma da fuoco.

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