Romene vinte al gioco e poi marchiate a fuoco

Le donne venivano reclutate in Romania con la promessa di un lavoro. Una volta in Italia divenivano vere e proprie schiave. Undici le persone arrestate.

di Enzo Mauri 15 Maggio 2012 10:27

Storie di schiavitù nel 21esimo secolo. I carabinieri di Tivoli su mandato della Procura di Roma hanno proceduto all’arresto di 11 persone, tre donne e otto uomini, di nazionalità romena accusate di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione nella Capitale.


La banda era specializzata nel reclutamento di giovane donne in Romania, quasi sempre di umili origini, le quali venivano convinte a trasferirsi in Italia con la promessa di un impiego. Una volta giunte nel nostro Paese per le poverette iniziava l’incubo, private dei documenti divenivano proprietà dei loro aguzzini i quali le sottoponevano a un vero e proprio stato di coercizione psicologica e fisica.

 
Le donne divenivano merce di scambio, vinte al gioco e rese schiave, in alcuni casi venivano addirittura marchiate a fuoco ai fini di “autenticazione” della loro appartenenza a questo o quell’individuo. I carabinieri hanno posto fine alla loro triste avventura.

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