Renzi all’attacco della Cancellieri: “Avrebbe dovuto dimettersi”

Il sindaco, a "Servizio Pubblico", ha spiegato: "Mi scandalizza che il ministro della Giustizia dica alla compagna delll'arrestato che l'arresto non è giusto".

di Luca Fiorucci 8 novembre 2013 11:07
Matteo Renzi

Il sindaco di Firenze Matteo Renzi, intervenendo ieri sera alla trasmissione “Servizio Pubblico” di Michele Santoro, ha parlato del caso Cancellieri, attaccando il ministro: “Credo che sia inaccettabile che sia andata a finire così, se fossi stato segretario del Pd non l’avrei difesa e credo avrebbe fatto un servizio al Paese se si fosse dimessa” ha affermato. Per Renzi, infatti, “non indigna la telefonata in cui il ministro Cancellieri si preoccupa di Giulia Ligresti, perchè se riceve la segnalazione di un problema reale, il problema non si pone. Mi scandalizza che il ministro della Giustizia dica alla compagna dell’arrestato che l’arresto non è giusto, non va bene”.

Rispondendo a chi gli chiedeva se i renziani avrebbero votato la mozione di sfiducia del Movimento 5 Stelle al Guardasigilli, ha spiegato: “In un gruppo si decide la linea, chi la pensa come me dirà quel che pensa”. Il sindaco ha incalzato anche il suo stesso partito, il Pd, per il quale si candida alla segreteria: Il Pd deve fare una solenne promessa che di fronte alle regole dell’economia la politica non è più succube, non è più succube agli interessi delle famiglie e degli amici degli amici”. Il Pd, ha aggiunto, non può essere “subalterno ai giochi economici” e deve “dimostrare gli attributi”, e ha detto che, se verrà eletto segretario, la prima cosa che farà sarà una visita alla terra dei fuochi, per mostrare vicinanza alla gente.

Il sindaco ha spiegato inoltre che andare ad elezioni anticipate non sarebbe una catastrofe ma non credo che avverrà“, e ha spronato il governo e il premier a fare le riforme, per prima cosa la legge elettorale, sul modello dei sindaci: “Il 2014 è l’anno in cui capiamo se in Parlamento c’è il bluff: si è parlato per anni di riforme, il Pd ha una maggioranza schiacciante alla Camera e relativa al Senato: se ha gli attributi in questo 2014 incalzi la maggioranza parlamentare per vedere se le cose si fanno o no”. La riforma della legge elettorale, ha sottolineato, “sono tre anni, anche quando c’era Monti, che dicono che è urgentissima”.

Renzi ha parlato anche della questione delle carceri, che, ha detto, “affrontarla partendo solo questione dell‘amnistia e dell‘indulto è veramente inaccettabile”, ma bisogna piuttosto intervenire sulle leggi come la Bossi-Fini o la Fini-Giovanardi, o sulle pene alternative. Il sindaco, infine, ha affrontato la vicenda Alitalia, affermando, in un lungo botta e risposta con il direttore di Libero Maurizio Belpietro, che Berlusconi “ha fallito perchè non ha fatto le cose lui, non perchè c’erano gli altri a ostacolarlo. Ogni volta aveva gli alibi, una volta il sindacato, una volta i giudici…”

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