Regionali, Renzi: “L’astensionismo è secondario”.

Dopo il voto in Emilia e in Calabria, il leader leghista Matteo Salvini ha avvertito: "Renzi stiamo arrivando". Grillo: "L'astensionismo non colpisce il M5S".

di Luca Fiorucci 25 novembre 2014 11:12
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Il premier Matteo Renzi ha commentato i risultati delle elezioni regionali di domenica in Emilia-Romagna e in Calabria, dove hanno vinto i candidati del centrosinistra, Stefano Bonaccini e Mario Oliverio,  dapprima scrivendo su Twitter: “Vittoria netta, bravissimi Bonaccini e Oliverio. Massimo rispetto per chi vuole chiacchierare. Noi nel frattempo cambiamo l’Italia“. Più tardi, da Vienna, Renzi ha parlato anche del dato dell’assai scarsa affluenza all’urne (37,67 per cento in Emilia-Romagna e 44,07 per cento in Calabria), affermando: “La non grande affluenza è un elemento che deve preoccupare ma che è secondario. Checché se ne dica oggi non tutti hanno perso: chi ha contestato le riforme può valutare il suo risultato. Il mio interesse non è mettere le bandierine ma affrontare i problemi degli italiani”.

Ma a cantar vittoria per il risultato di queste elezioni regionali è soprattutto il leader della Lega Nord Matteo Salvini, il cui partito è arrivato al 19,4% in Emilia Romagna, “doppiando” Forza Italia, e che ha parlato di “risultato storico“, avvertendo: “Siamo la vera alternativa al Pd. Renzi dovrebbe preoccuparsi, stiamo arrivando“. Il leader leghista, per il quale comunque “quando due elettori su tre scelgono di restare a casa è una sconfitta per tutti“, vuole infatti estendere la sfida oltre il tradizionale bacino elettorale delle regioni settentrionali: “Da oggi ci sentiamo parte di un progetto che non guarda solo al nord ma a tutta Italia“, ha dichiarato. Il premier ha replicato dicendo: “Se loro stanno arrivando, noi aspetteremo“.

Nel Pd, però, la minoranza interna sottolinea i dati sull’astensionismo, che secondo Stefano Fassina sono “preoccupanti“, mentre per il vicesegretario Lorenzo Guerini si tratta di un segnale che “non va sottovalutato“. Il voto di domenica fa discutere anche all’interno del Movimento 5 Stelle, che è arrivato al 13,3% in Emilia-Romagna e al 4,96% in Calabria, dove non ha eletto nessun consigliere, e il cui leader Beppe Grillo ha cercato di minimizzare scrivendo sul suo blog: “L’astensionismo non ha colpito il M5S. In Emilia-Romagna ha vinto l’astensionismo, il rigetto del cittadino per la politica. La puzza è troppa, in particolare quella piddina. Si può dire tranquillamente che con questo livello di astensionismo ha perso la democrazia“.

In molti, però, all’interno del Movimento, sia tra i più critici che tra i “fedelissimi”, chiedono un cambio di passo o un confronto. Si respira aria di crisi pure in Forza Italia, che si è fermata all’8,36% in Emilia-Romagna e al 12,41% in Calabria, e dove Raffaele Fitto ha parlato di “risultato drammatico“, suggerendo: “Il minimo è azzerare tutte le nomine, per dare il via a una fase di vero rinnovamento“. A Fitto ha replicato il consigliere politico di Forza Italia Giovanni Toti dicendo: “E’ anche lui un dirigente di questo partito. In quell’organismo ci interrogheremo, ma non mi sembra il momento, da parte di chi è un autorevole dirigente del partito, di puntare il dito contro qualcuno”.

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