Primarie Centrosinistra, trionfa Bersani. Renzi ammette la sconfitta

Il sindaco di Firenze si è congratulato telefonicamente per la vittoria con il segretario del PD che, a metà scrutinio, è avanti con il 60,7%.

di Simona Vitale 2 Dicembre 2012 22:00

Il candidato Premier per il centrosinistra sarà Pierluigi Bersani. Quando sono state scrutinate la metà delle schede, il segretario del Partito Democratico è al 60,7% contro il 39,2% di Matteo Renzi. Il combattivo sindaco di Firenze ha correttamente ammesso la sconfitta e ha chiamato Bersani per congratularsi telefonicamente, in maniera cordiale, della vittoria. Una vera e propria standing ovation per Matteo Renzi, che adesso si trova alla Fortezza da Basso, a Firenze, sede del suo comitato per le primarie per fare la sua conferenza stampa.

Ho appena chiamato Bersani per fargli i complimenti. È stata una vittoria netta, complimenti e in bocca al lupo, nessuna regola diversa avrebbe potuto mettere in discussione. Ora a lui va un ‘in bocca al lupo’ per la sfida che ci attende. Oggi dobbiamo dire a noi stessi che la nostra idea non è stata vincente, noi abbiamo perso, anzi io ho perso. Non basta aver recuperato qualcosa e a chi dice ‘dai Matteo allegro hai vinto lo stesso’, dico siamo seri, non raccontiamo cose non vere, come avviene nella politica italiana: che eravamo qui per dare testimonianza che volevamo vincere.

Queste le parole del sindaco che ha così commentato la vittoria del suo rivale.

Dopo ben 45 giorni di campagna elettorale, ci sono voluti meno di 20 minuti per capire che era Bersani ad aver vinto le primarie con un risultato davvero legittimante la vittoria. Renzi ha ammesso anche con un tweet la sconfitta: “Era giusto provarci, è stato bello farlo insieme”.

I primi dati del ballottaggio sono stati così commentati dal Governatore della regione Puglia:

Il grande fatto di democrazia, un’onda che ha avuto spinta nell’uscita a sinistra dalla II repubblica, dal berlusconismo. Ci sono state molte domande di innovazione ma alla fine il segno prevalente dell’onda riformatrice va nel segno di un cambio radicale dell’agenda di governo, dell’equità  sociale.

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