Referendum bocciati, Di Pietro si scaglia contro Napolitano

Immediata e dura la replica del Presidente della Repubblica: "!nsinuazione volgare e del tutto gratuita, che denota solo scorrettezza istituzionale". Per Di Pietro è a rischio la democrazia.

di Gianni Monaco 12 Gennaio 2012 16:03

La Corte Costituzionale ha appena giudicato inammissibili i quesiti referendari relativi all’abrogazione della attuale legge elettorale, il cosiddetto Porcellum. La decisione della Consulta, come ampiamente prevedibile, ha scatenato la polemica politica. Le parole più dure sono quelle usate da Antonio Di Pietro, che si scaglia contro tutti, compresi il Presidente della Repubblica e gli ex alleati del Pd

Hanno vinto la casta, la partitocrazia e l’inciucio. La Corte Costituzionale, bocciando i referendum contro questa legge elettorale ignobile, ha preso una decisione non giuridica, ma politica – ha detto il numero uno dell’Idv. – Ha preferito fare un piacere al capo dello Stato e alla arlecchinesca maggioranza formata dai berlusconiani e dagli ex antiberlusconiani, che oggi vanno a braccetto e appoggiano il governo Monti”.

Secondo Di Pietro è ormai scontato che il professore resterà in carica fino al 2013 e difficilmente il parlamento cambierà le regole del gioco perché ai partiti così conviene. Il leader dell’Italia dei Valori sostiene anche che la democrazia nel nostro paese è in serio pericolo.

Pronta la replica di Giorgio Napolitano che, a proposito delle parole dell’ex magistrato, parla di “insinuazione volgare e del tutto gratuita, che denota solo scorrettezza istituzionale”.

Commenti