Protesta dei No Tav, è gravissimo uno dei leader

Luca Abbà, 37 anni, si trova ricoverato presso il Cto di Torino. Sull'incidente indaga la Procura del capoluogo piemontese. Beppe Grillo dal suo blog si scaglia contro politici, magistrati e banche.

di Gianni Monaco 27 Febbraio 2012 13:51

Ancora tensioni tra il movimento No Tav e le forze dell’ordine. Stamattina, uno dei leader del movimento, Luca Abbà, durante le operazione di sgombero della baita Clarea, è salito su un traliccio nei pressi del cantiere. Qui ha preso una forte scossa elettrica, cadendo a terra. L’uomo, 37 anni, è molto grave. Voleva salire sul traliccio dell’alta tensione come “gesto estremo” per cercare di bloccare gli espropri.

In questo momento il leader dei No Tav si trova in coma farmacologico al Cto di Torino, dove è arrivato con un elisoccorso. I sanitari hanno definitovo le sue condizioni di salute da subite gravissime. I medici lo hanno immediatamente intubato e poi sedato. L’uomo, nelle prossime ore, dovrebbe essere trasferito in terapia intensiva. Abbà ha un trauma da caduta e un trauma cranico, oltre a un livido nel cervello. Ci sono anche una frattura dorsale composta, lesioni al torace, un pneumotorace al polmone sinistro e una contusione renale.

Sull’episodio sta indagando la Procura di Torino. Il pm e la polizia stanno ascoltando i testimoni dell’incidente, cioè manifestanti e forze dell’ordine.

Giorgio Cremaschi, dirigente del sindacato Fiom-Cgil, ha così commentato l’accaduto:

“Il gravissimo incidente è frutto di una decisione inaccettabile e sbagliata: l’occupazione militare della valle. Bisogna fermare questa occupazione che è una vergogna per qualsiasi Paese democratico”.

Beppe Grillo, da sempre in prima linea contro la Torino-Lione, in un videomessaggio sul suo blog si scaglia contro politici, banche e magistrati:

“Lo capirebbe anche un bambino che non serve il Tav: un tunnel di 50chilometri sotto un monte. Sono contro anche il partito di Sarkozy e la Corte dei Conti francese. Sono cifre che non stanno in piedi. Si tratta di progetti di 15-20 anni fa. Quando le merci giravano. Oggi i camion sono vuoti. Dopo la Torino-Lione ci saranno il terzo valico, le gronde, il ponte sullo Stretto di Messina. Opere faraoniche per il rilancio della crescita. Non c’è crescita in questo settore. La crescita è dell’intelligenza”.

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