No Tav, manifestanti protestano contro gli espropri dei terreni

Continuano le proteste dei No Tav contro le espropriazioni dei terreni necessari per la realizzazione del cantiere della linea ad alta velocità Torino-Lione.

di Simona Vitale 11 Aprile 2012 18:53

Si sono concluse poche ore fa le operazioni di esproprio di alcuni terreni necessari all’area di cantiere del tunnel esplorativo della linea ad alta velocità Torino-Lione. Ovviamente non sono mancate le proteste. Sono circa 150 gli studenti che hanno manifestato bloccando l’autostrada A32 Torino-Bardonecchia all’altezza dell’imbocco della galleria di Prapontin, a Bussoleno (Torino), protesto così contro gli espropri e bloccando la circolazione nel duplice senso di marcia. La Polizia stradale, infatti, come riferito dalla Questura, sta deviando il traffico all’altezza di Susa Est in direzione Sud e di Borgone in direzione Nord.

Altri manifestanti si trovano invece presso le reti del cantiere a Chiomonte, urlando contro le forze dell’ordine che stanno presiedendo la zona. Presente sul posto anche Alberto Perino, leader del movimento No Tav, in rappresentanza di Luca Abbà, l’attivista ricoverato in ospedale dopo essere rimasto folgorato durante un’altra protesta nei mesi scorsi, e che è anche proprietario di uno degli appezzamenti di terreno espropriati.

“Si era stabilito che oggi sarebbe stata una giornata di lotta ed è una giornata di lotta, devono mettersi in testa che se devono fare un’opera contro la popolazione noi saremo sempre qui. Io oggi rappresento Luca Abbà, il suo appezzamento di terreno è stato in parte occupato abusivamente e in parte rubato” ha dichiarato Perino ai giornalisti.

Secondo quanto dichiarato dall’avvocato Domenico Fragapane, uno dei legali dei proprietari dei piccoli appezzamenti all’interno di quello che sarà il cantiere del Tav: “Ci sono profili di illegittimità anche nella procedura di quella che viene chiamata occupazione temporanea dei terreni. Oggi è prevista la valutazione dello stato di consistenza dei luoghi. Ma i luoghi, rispetto a quando furono acquistati, hanno subito modifiche. Ecco perché siamo in presenza di una condizione di illegittimità: le ragioni dei proprietari sono state violate” ha dichiarato l’avvocato. Nonostante tutto, sembra che le operazioni di constatazione dello stato dei terreni da espropriare si siano comunque svolte in un clima alquanto tranquillo, disturbato solo dalle iniziative dei manifestanti sopra citati.

Commenti