Solo ieri Attualissimo dava la notizia del presidio che oggi i volontari animalisti della Lav a Cagliari avrebbero organizzato davanti al Circo Orfei per informare i potenziali spettatori sulla triste sorte degli animali schiavizzati nei circhi. E questi volontari, purtroppo, raccontano di aver sperimentato lโinciviltร sulla propria pelle, visto che sembra ci fossero ordigni come petardi e bombe carta per intimidirli e che potevano colpire anche i bambini giunti allo spettacolo.
Hanno affermato i volontari della Lav a questo proposito:
Ce la siamo vista brutta, abbiamo avuto davvero paura. Il gruppo Antispecismo Cagliari, gruppo associativo dedito alla promozione della cultura antispecista e di uno stile di vita vegano, ha partecipato al presidio contro l’uso degli animali nel circo, tenuto il giorno 26 dicembre alle ore 15:30 davanti all circo Orfei e organizzato dalla Lega Anti Vivisezione. In tale occasione i manifestanti, intenti in una normale azione di volantinaggio e dimostrazione pacifica e non violenta autorizzata dalle Autoritร , hanno dovuto subire diverse invettive da parte di persone al momento presenti all’interno dell’area del circo, che tuttavia non lavoravano per il circo ma non erano spettatori o astanti. Tali personaggi, rimasti anonimi, hanno rivolto insulti all’indirizzo dei manifestanti e addirittura iniziato qualche contatto fisico. Sono inoltre esplosi tre petardi di grosse dimensioni, lanciati da ignoti dall’interno del circo in direzione dei dimostranti, petardi che avrebbero potuto facilmente ferire dimostranti, bambini e persino potenziali clienti del circo.
Per fortuna, nonostante la paura e il triste episodio di vandalismo a cui gli animalisti hanno dovuto assistere, non si arrendono e organizzeranno un nuovo presidio di protesta per il 6 Gennaio, che viene annunciato come un vero e proprio โboicottaggio al circoโ.
Perchรฉ la libertร di parola venga rispettata, perchรฉ queste squallide intimidazioni vengano neutralizzate dalla civiltร , perchรฉ venga data a tutti la possibilitร di condurre la propria vita dignitosamente come spetta di diritto a tutti. Ma proprio tutti. Anche agli animali, senza distinzione alcuna.







