Picchia la moglie e le taglia i capelli a zero, accade a Verona

Ieri, l'udienza preliminare per due casi simili, che come vittime hanno due donne maltrattate fra i muri di casa.

di Elena Arrisico 21 novembre 2012 11:56

Due storie assurde di maltrattamento arrivano da Verona, dove un uomo imponeva la presenza delle amanti alla moglie durante le uscite e le cene con gli amici e dove un altro marito violentava la propria donna pochi giorni dopo il parto cesareo, costringendola a sforzare ripetutamente la ferita ancora non rimarginata.

Ieri, nell’ufficio del giudice, l’udienza preliminare con la presenza delle due vittime, maltrattate ed umiliate per anni fra i muri di casa. Il primo caso – riguardante l’uomo che imponeva la presenza delle amanti alla moglie ed autore della violenza sessuale consumatasi una notte del 2008 – si è concluso con il rinvio a giudizio dell’uomo di 37 anni che, assistito da Benedetta Scienza e Lino Maestrello, ha querelato l’ex moglie – seguita legalmente da Valentina Lombardo – per molestie telefoniche. Il processo inizierà il prossimo febbraio, davanti al giudice Paola Vacca.

Il marito del secondo caso si è difeso, sostenendo che quando picchiava ed aggrediva la moglie – anche in presenza dei figli – era sotto l’effetto dell’alcol. Il GUP Isabella Cesari ha accolto il patteggiamento tra l’avvocato Tancredi Turco ed il PM Marco Zenatelli: l’uomo ha ricevuto una pena di 3 anni e, al termine dell’udienza, ha fatto ritorno nella cella in cui si trova dal 5 giugno scorso quando fu arrestato. Il 38enne, oltre a costringerla a fare flessioni dopo aver subito un taglio cesareo da poco, aveva anche obbligato la moglie a tagliarsi i capelli a zero, perché non gli piaceva che la donna li raccogliesse in una coda. Secondo l’accusa, la moglie di 37 anni – assistita legalmente dall’avvocato Sara Montagna – era costretta “a consumare in più occasioni rapporti sessuali” appena tornata a casa dall’ospedale, in seguito al parto.

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