Pena di morte per i gay, legge in dirittura d’arrivo in Uganda

Il Codice Penale locale ritiene che l'omosessualità sia un reato. Furiose le reazioni della comunità internazionale che vuole bloccare il provvedimento.

di Simona Vitale 4 Dicembre 2012 20:37

Fervono le polemiche per l’odiosa legge anti-gay che in Uganda rischia di diventare atroce realtà entro la fine dell’anno. Nonostante le piovose critiche giunte da parte dell’organizzazione internazionale il presidente del Parlamento del paese africano ha fatto sapere che la norma sarà ufficiale proprio a partire da questo mese di dicembre in quanto corrispondente a ciò che vogliono gli ugandesi.

Il Codice Penale Ugandese ritiene l’omosessualità un reato. Il reato di omosessualità consiste nell’avere rapporti sessuali con persone dello stesso sesso e potrà essere punito con l’ergastolo, mentre l’omosessualità aggravata riguarderebbe i genitori o le figure che rivestono autorità, le persone HIV positive, i pedofili e i delinquenti recidivi. Qualora queste persone fossero dichiarate colpevoli, saranno condannate a morte. Diversi paesi europei hanno minacciato di tagliare gli aiuti al Paese africano qualora la norma verrà approvata. Anche il presidente degli USA Barack Obama ha definito la norma “odiosa, vile, abominevole e offensiva della decenza”, così come la Civil Society Coalition on Human Rights and Constitutional Law in Uganda ha chiesto di protestare ovunque nel mondo.

Il problema dell’Uganda è in primis di natura culturale. Il regime del paese africano ha infatti affiancato al nazionalismo un’idea alquanto radicata di machismo, giungendo ad accusare i colonizzatori additandoli come coloro rei di aver portato l’omosessualità nel paese. Resta ora da vedere se la pressione internazionale riuscirà ad impedire un provvedimento che in Uganda gode di largo favore. Rebecca Kadaga, infatti, portavoce del Governo, ha riferito all’Associated Press che gli autori di “atti omosessuali gravi” saranno puniti con la pena di morte, in quanto tali atti rappresentano una minaccia grave per i bambini ugandesi. La richiesta sembra incontrare anche il favore delle Chiese. Secondo quanto emerge proprio dalle parole della portavoce governative i preti cristiani avrebbero addirittura chiesto l’approvazione della norma come regalo di Natale.

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