Pakistan, coppia di cristiani bruciati vivi per blasfemia

E' successo nella zona di Lahore. I due, 26 e 24 anni, sono stati sequestrati e tenuti in ostaggio per due giorni e poi spinti in una fornace.

di Luca Fiorucci 5 novembre 2014 3:28
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Orrore in Pakistan, dove due cristiani sono stati bruciati vivi, spinti a forza in una fornace da una folla di alcune centinaia di musulmani giunti da diversi villaggi per punirli perché accusati di blasfemia. E’ successo fra l’altro nella zona di Lahore, la città dove l’Alta Corte, solo pochi giorni fa, ha confermato la condanna a morte di un’altra cristiana accusata di blasfemia, Asia Bibi, madre di cinque figli, reclusa dal 2009. Lo ha riferito l’agenzia dei missionari Fides.Si tratta di una coppia di cristiani, lui, Shahzad, di 26 anni, e lei, Shama, di 24, bruciati vivi, secondo quanto raccontato dall’avvocato cristiano e difensore dei diritti umani Sardar Mushtaq Gill, in quanto accusati di blasfemia per aver bruciato alcune pagine del Corano.

Il fatto sarebbe avvenuto nel villaggio “Chak 59“, vicino alla cittadina di Kot Radha Kishan, a sud di Lahore. I due, che lavoravano in una fabbrica di argilla, sono stati sequestrati e tenuti in ostaggio per due giorni, dal 2 novembre, nella stessa fabbrica, e ieri mattina sono stati poi spinti nella fornace dove si cuociono i mattoni. La supposta blasfemia sarebbe in qualche modo legata alla recente morte del padre di Shahzad. Pochi giorni fa, infatti, Shama, ripulendo la casa, avrebbe preso alcuni oggetti personali dell’uomo, come carte e fogli, che non servivano più e li avrebbe bruciati. Secondo un musulmano che ha visto la scena, fra i fogli bruciati vi sarebbero state anche alcune pagine del Corano.

L’uomo ha quindi diffuso la voce nei villaggi circostanti, e una folla di varie centinaia di persone (secondo il sito Pakistan Today quasi quattromila) ha preso in ostaggio i due giovani. La polizia è intervenuta troppo tardi, e ha potuto solo constatare la morte della coppia e arrestare 35 persone per un primo interrogatorio. Il ministro capo della provincia del Punjab Shahbaz Sharif ha annunciato di aver dato l’incarico ad una commissione di tre membri di indagare in tempi brevi sulla vicenda, e di aver ordinato alla polizia di rafforzare la sicurezza nei quartieri cristiani della provincia.

L’avvocato Gill ha commentato: E’ una vera tragedia, un atto barbarico e disumano. Il mondo intero deve condannare fermamente questo episodio che dimostra come sia aumentata in Pakistan l’insicurezza tra i cristiani. Basta un’accusa per essere vittime di esecuzioni extragiudiziali. Vedremo se qualcuno sarà punito per questo omicidio“. Intanto, sempre in Pakistan, vi è un altro cristiano condannato a morte per blasfemia, Sawan Masih, che è recluso dall’aprile di quest’anno nel carcere di Faisalabad e che proprio ieri si è detto fiducioso sulla sua liberazione e sulla sua salvezza.

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