L’Onu boccia la richiesta di Abu Mazen e non riconosce la Palestina

La richiesta presentata al consiglio di sicurezza dell'Onu da Abu Mazez per il riconoscimento della Palestina è stata bocciata come auspicato da Israele e Stati Uniti.

di Vincenzo Avagnale 9 Novembre 2011 22:03

Nel mese scorso aveva fatto discutere la richiesta dell’Associazione Nazionale Palestinese che, tramite il suo leader Abu Mazen, ha sostanziato la richiesta al consiglio di sicurezze dell’Onu di riconoscere la Palestina come stato membro. Israele e gli Stati Uniti si sono detti immediatamente contrari, influenzando decisamente le decisioni dell’assemblea. Molti analisti di politica internazionale avevano valutato come eccessivamente prematura la richiesta di Abu Mazen, che però ha trovato accoglimenti in altri settori, come ad esempio l’Unesco, in cui la Palestina è stata riconosciuta con scorno e rabbia da parte di Israele e Stati Uniti (che hanno tagliato 20 milioni di dollari all’associazione per questo).

La decisione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite non ha trovato un accordo sulla richiesta dell’Anp di essere riconosciuto come il centonovantaquattresimo stato membro. La richiesta presentata dal leader palestinese Abu mazen lo scorso 23 settembre viene quindi rigettata, ora la parola passerà all’Assemblea Generale, che forse potrebbe accordare alla Palestina lo status di non membro, come per lo stato Vaticano.

Le richieste in realtà, pur non trovando completo accoglimento, presentate all’Onu sono comunque delle iniziative lodevoli, in quanto così il popolo palestinese acquisisce una sua credibilità nel mondo, che sia finalmente scevra dal terrorismo con cui Hamas l’ha improntato nella mente di tutti i paesi.

Questo si inserisce in un quadro più grande in cui Israele venga costretto dalle altre nazioni dell’Onu a troncare la morsa con cui controlla il paese della striscia di Gaza, che sfortunatamente adesso è così forte che le acque palestinesi ed ogni confine terrestre (ad eccezione di quello egiziano) viene controllato da soldati israeliani, che al momento controllano tutta la merce che entra in Palestina grazie alla scusa della prevenzione del terrorismo. Ormai è oltre mezzo secolo che il conflitto fra le due nazioni continua e sarebbe anche ora che trovino un compromesso e convivano come ormai è storicamente giusto che sia.

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