Nuove tensioni fra Gaza e Tel Aviv dopo lo storico scambio di prigionieri

Era chiaro che la questione Palestina-Israele non era stata risolta con lo scambio di prigionieri fra i due paesi delle scorse settimane, ma tornare indietro agli attacchi coi razzi ed ai raid punitivi significa buttare al vento tutte i passi avanti fatti tanto faticosamente.

di Vincenzo Avagnale 30 Ottobre 2011 11:00

Sembrava che la situazione stesse finalmente prendendo la via di una risoluzione pacifica per la striscia di Gaza. Abu Mazen aveva richiesto al Consiglio di Sicurezza dell’Onu di riconoscere lo stato Palestinese. C’era stato uno storico scambio che aveva permesso la liberazione del soldato israeliano Gilad Shalit in cambio di quasi mille detenuto palestinesi. Non è però servito a niente e sono ricominciati i lanci di razzi da parte di una frangia jihaidista delle milizie che operano a Gaza, spesso fuori dal controllo della stessa Hamas, e la risposta di Israele non ha tardato ad arrivare e il raid aereo ha provocato morti e feriti.

L’obiettivo dichiarato dell’azione era sventare il lancio di ulteriori razzi da parte dei miliziani palestinesi ritenuti già responsabili di un’altra esplosione non lontano dalla capitale Tel Aviv. Il razzo in questione, che faceva parte di un gruppo di tre lanciati ieri pomeriggio, avrebbe provocato il ferimento grave di una persona e questo avrebbe spinto le forze israeliane ad intervenire.

Ad essere colpito dall’azione sarebbe stato un campo di addestramento della Jihad islamica a Khan Younis, nei pressi della città di Rafath. Luogo ritenuto l’origine degli attentati. Durante l’attacco i militari israeliani hanno ucciso sei persone e ferito altre dieci. Il portavoce della Jihad islamica Abu Ahmed promette vendetta ed annuncia: “noi, braccio militare della Jihad islamica agiremo contro questa violazione, ci vendicheremo in modo che il nemico capisca. Non stiamo parlando di un cessate il fuoco ma di difesa. La nostra azione sarà dura quanto il crimine commesso oggi.”

Una terra insanguinata quella della Palestina, dove gli uomini combattono e spargono il proprio sangue fin dagli albori della storia dell’umanità, ma oggi questa situazione non è più tollerabile e non si capisce come sia possibile che mentre la primavera araba cerca di rovesciare i tiranni di Siria e Yemen possa esistere ancora un conflitto fra Palestina ed Israele!

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