Massima allerta in Val di Susa, preoccupazione per i Black Bloc

Il movimento di protesta dei No Tav rischia serie infiltrazioni dei Black Bloc, quindi le autorità e gli stessi manifestanti si mobilitano per evitare ad ogni costo violenze come quelle di Roma.

di Vincenzo Avagnale 23 Ottobre 2011 11:54

Il raduno dei manifestanti del movimento No Tav è iniziato molto presto al campo sportivo di Giaglione, Torino. Preoccupate le autorità che hanno preparato misure restrittive per evitare le violenze come a Roma la settimana scorsa. Il movimento contro la realizzazione della Torino-Lione si è infoltito con l’arrivo del presidente della Comunità Montana Sandro Plano, giunto con 23 sindaci dei comuni interessati dall’opera.

I sindaci si terranno in contatto con gli “osservatori” dei No Tav dal municipio di Giaglione, dove è stata allestita un’unità di crisi, come era stato preventivamente deciso dalle parti. Gli osservatori avranno il compito di sorvegliare la manifestazione e segnalare eventuali sospetti che potrebbero mettere in atto violenze, onde informare tempestivamente le forze dell’ordine.

Speriamo vada tutto bene. Tutti stiamo tentando di contribuire a mantenere la calma se si verificheranno tensioni. Speriamo di riuscire ad evitare disordini come a Roma” ha detto Sandro Plano ai giornalisti. A tutelare i cantieri, considerate le aree con il maggiore rischio di attacco dei Black Bloc, c’è anche l’ordinanza del Prefetto di Torino, che ha esteso l’area a cui non potranno accedere i manifestanti. Quindi l’ordinanza aumenterà a tutto il territorio e le strade che portano al cantiere e perfino i sentieri limitrofi.

Per l’evento sono state mobilitati 1500 uomini delle forze dell’ordine. Prese in esame le molte particolarità della gestione dell’ordine pubblico legate a questa manifestazione e nello specifico per le caratteristiche orografiche dell’area, che è caratterizzata da colline ricoperte di boschi. Studiati dei sistemi per il filtraggio e lo sbarramento, che in caso di violenze permetterebbero di isolare i gruppi di Black Bloc e catturarli. Ideati anche dei sistemi di recinzione per rallentare ed ostacolare la marcia verso i cantieri, che oltre a fungere da barricata per formare dei solidi punti di difesa fungeranno anche come riparo dalle pietre o da altre armi improprie tipiche degli assalti dei violenti utilizzate a Roma.

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