Migranti, sequestrata la nave Aquarius per traffico illecito di rifiuti infettivi

Il sequestro preventivo della nave che avrebbe scaricato rifiuti illeciti in 11 porti italiani

di fabiana 20 novembre 2018 9:00

Rifiuti pericolosi a rischio infettivo, sanitari e non, scaricati in 11 porti italiani in modo indifferenziato come fossero rifiuti urbani qualsiasi: questa è l’accusa della Procura di Catania alla Ong Medici Senza Frontiere e a agenti marittimi. 

Il sequestro preventivo dell’Aquarius e di 460 mila euro è scattato nel porto di Marsiglia dove la nave attualmente è attraccata e arriva in seguito all’indagine della Guardia di Finanza e Polizia, coordinata dalla Procura di Catania che hanno individuato uno smaltimento illecito in 44 occasioni per un totale di 24 mila kg di rifiuti.

Msf “condanna con forza la decisione delle autorità giudiziarie italiane di sequestrare la nave Aquarius” accusando la misura di essere “sproporzionata e strumentale”, ma da parte sua non è dello stesso avviso il ministro dell’Interno Matteo Salvini. 

Ho fatto bene a bloccare le navi delle ONG, ho fermato non solo il traffico di immigrati ma da quanto emerge anche quello di rifiuti. #portichiusi.

Ha scritto il Ministro su Twitter. 

Le indagini mettono in evidenza che l’accusa riguarda Msf non solo nei confronti di Aquarius, ma anche per la Vos Prudence rispettivamente utilizzate nel periodo da gennaio 2017 a maggio 2018 e da marzo 2017 a luglio 2017. 

Sono 24 in totale gli indagati, tra cui membri dell’organizzazione, anche il Centro operativo di Amsterdam, che avrebbero “sistematicamente condiviso, pianificato ed eseguito un progetto di illegale smaltimento di un ingente quantitativo di rifiuti pericolosi a rischio infettivo, sanitari e non” in 11 porti: Trapani, Pozzallo, Augusta, Catania e Messina in Sicilia, Vibo Valentia, Reggio Calabria e Corigliano Calabro in Calabria, Napoli e Salerno in Campania, Brindisi in Puglia. Fra i rifiuti illecitamente scaricati nei porti italiani ci sarebbero anche “gli indumenti contaminati indossati dagli extracomunitari”, scarti alimentari e i rifiuti sanitari infettivi.

Nonostante a bordo delle navi siano stati “rilevati 5.088 casi sanitari a rischio infettivo (scabbia, meningite, tubercolosi, Aids e sifilide)” come riportano le carte delle indagini “non è stata mai dichiarata la presenza di rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo” nonostante ci siano stati molti casi di “malattie registrate dai vari Uffici di Sanità Marittima siciliani e del Sud-Italia intervenuti al momento dell’arrivo dei migranti nei porti italiani”. 

photo credits | instagram

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