Merkel: “Berlusconi incommentabile”. Junker: “Nauseato”

Polemica per le dichiarazioni dell'ex premier, per il quale "per i tedeschi i lager non sono mai esistiti". Lui: "Speculazione da campagna elettorale".

di Luca Fiorucci 28 aprile 2014 19:36
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E’ polemica per le recenti dichiarazioni di Silvio Berlusconi, che aprendo sabato a Milano la campagna elettorale per le elezioni europee di maggio, ha detto, rievocando il diverbio avvenuto nel 2003 al Parlamento Europeo con Martin Schulz, attualmente candidato alla presidenza della Commissione Europea per il Pse, ha affermato: “Non lo volevo offendere ma apriti cielo, perchè i tedeschi, per loro, i campi di concentramento non sono mai esistiti”. Oggi è arrivata infatti la durissima presa di posizione di Jean Claude-Juncher, candidato del Ppe (a cui aderisce anche Forza Italia) alla presidenza della Commissione Europea, che ha affermato in una nota: “Le dichiarazioni di Silvio Berlusconi mi hanno nauseato. Gli chiedo di ritirarle immediatamente e scusarsi con i sopravvissuti dell’Olocausto e con i cittadini della Germania”.

Per Junker, infatti, “ci sono cose su cui non si può scherzare”, e “questo è particolarmente vero per il terrore sperimentato durante l’Olocausto che è costato milioni di vite innocenti. Signor Berlusconi, l’Olocausto non è argomento su cui ridere!” L’Italia, ha concluso l’ex premier lussemburghese, “è una grande nazione, ma lo è anche la Germania. Tutti i 28 Paesi della Ue sono grandi nazioni. Nessuno ha il diritto di insultare gli amici e i partners della Ue”. Più tardi, Steffein Feibert, portavoce della cancelliera tedesca Angela Merkel, ha detto invece, rispondendo ad una domanda in conferenza stampa a Berlino, che quelle di Berlusconi sono “affermazioni talmente assurde che il governo tedesco non le commenta.

Il diretto interessato, Martin Schulz, in campagna elettorale in Bulgaria e Romania, è intervenuto solo dopo diverse ore, ma poi ha replicato assai duramente, definendo l’ex premier italiano “sinonimo di odio, invidia e litigio“, e aggiungendo che è “scandaloso” che “le stupidaggini” di sabato siano state dette per calcolo elettorale, un comportamento che “contraddice quello che l’Italia è: un Paese meraviglioso e con un grande popolo”. Di spregevoli commenti che “sono un insulto per l’intero popolo tedesco, non solo per Martin Schulz ha parlato invece il presidente del Pse Sergei Stanichev, che ha chiesto inoltre “ad Angela Merkel, ai leader del Ppe e al candidato Jean Claude Juncker di “prendere immediatamente le distanze” e “condannare” le parole di Berlusconi.

Nel primo pomeriggio, è arrivata in una nota la replica dello stesso ex premier italiano: “A Juncker, che non dovrebbe cadere in simili trappole da campagna elettorale, ripeto: rivendico il mio ruolo di amico storico del popolo ebraico, e dello Stato di Israele, che è e resta unico presidio di libertà e di democrazia in tutto il Medio Oriente. Nulla e nessuno può mettere in discussione questa mia convinzione profonda“. Per Berlusconi, insomma, si tratta dell’ennesima speculazione” della “sinistra europea”. E il capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta ha preso le difese del suo leader, dicendo: “Le dichiarazioni di Junker sono esse si incresciose, e purtroppo figlie di un triste calcolo elettorale: la paura cioè di perdere i voti della Merkel“. Junker, ha aggiunto Brunetta,si dimostra succubo di questa novelle vague prona alla Grande Germania, che ha impoverito il sud dell’Europa e ingrassato i conti delle banche tedesche”. 

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