Maroni: “la maggioranza non c’è, basta accanirsi”

Roberto Maroni, il ministro dell'Interno, ha voluto mettere giocare a carte scoperte ed ha dichiarato senza mezzi termini che la maggioranza non c'è e quindi è inutile continuare ad andare avanti trascinandosi senza i numeri necessari.

di Vincenzo Avagnale 7 Novembre 2011 15:53

Il Pd attacca: “Berlusconi via o mozione di sfiducia”. Tona quindi la sinistra mentre le defezioni ormai giornaliere della maggioranza fanno scricchiolare il palcoscenico del governo. Casini a nome dell’Udc invece dice: “serve una personalità indipendente”. Fini lo invita ad andare in panchina e permettere un governo d’unità nazionale. Ma cosa ne dicono i membri della sua stessa maggioranza?

Bossi tace e lascia tutto nelle mani dell’alleato del Pdl, ma Maroni non ci sta ed ospite di Fabio Fazio a “Che tempo che fa” spiega invee la sua idea. “se la maggioranza non c’è più è inutile accanirsi!” Una condanna in piena regola quella pronunciata dal Ministro dell’Interno, che però (va ricordato) non parla per tutta Lega, in cui è a capo di una frangia dissidente. Diventa poi quasi una profezia di sventura se si considera che un nuovo deputato del Pdl è venuta a mancare ed ha cambiato bandiera. L’ex subrette Gabriella Carlucci ha infatti deciso di passare all’Udc.

Se non ci sarà una maggioranza ne prenderemo atto. A quel punto secondo me la strada è quella delle elezioni. Per noi non è possibile una maggioranza diversa da quella nata dalle elezioni. Bisogna tornare dagli elettori e chiedere loro da vogliono essere governati. Se in Parlamento c’è una diversa maggioranza possibile si esprimerà, ma noi non siamo disponibili” ha spiegato Maroni con molta pacatezza, ma dispiegando dei temi assai pericolosi nel suo doppio ruolo di ribelle nella Lega e Ministro degli Interni.

Secondo il ministro sarebbe un’ipotesi auspicabile cambiare la legge elettorale, il cosi detto “porcellum”, ma anche che l’ipotesi preferibile sia quella di tornare al “mattarellum”, tornando quindi ad un sistema proporzionale, ma con una correzione maggioritaria. Anche la reintroduzione delle preferenze sarebbe una cosa estremamente importante “un segno di democrazia, ma specialmente un segno di buon senso” secondo Maroni.

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