Marò italiani finiscono in carcere: “Nessuna indulgenza”

I due marò italiani accusati di aver ucciso due pescatori indiani sono stati trasferiti nel carcere di Trivandrum, dove potrebbero soggiornare per circa 3 mesi. Il Chief Minister delKerala, Oommen Chandy, ha ribadito che nessuna indulgenza ci sarà per i due.

di Simona Vitale 5 Marzo 2012 15:49

Per i due marò italiani accusati di aver ucciso due pescatori indiani si sono aperte le porte del carcere. Il giudice distrettuale di Kollam, A K Gopakumar, hadisposto il fermo giudiziario per 14 giorni per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone che sono stati trasferiti immediatamente nella prigione centrale Trivandrum. Dallo scorso 20 febbraio i due militari erano sotto la custodia della polizia.

La Corte ha respinto la richiesta dei legali dei due marò in modo da far avere loro uno status privilegiato, tuttavia,  ha però raccomandato che vengano rinchiusi lontano dagli altri carcerati, che siano assistiti da un punto di vista sanitario e che possano ricevere visite per un’ora al giorno, tra le 10 e le 11 di mattina. Ai due italiani, per il tempo della loro permanenza in carcere, che potrebbe anche arrivare a 3 mesi, verrà servito cibo italiano.

La decisione del giudice è arrivata in maniera alquanto prevedibile, dopo che questa mattina il Chief Minister delKerala, Oommen Chandy, aveva parlato al giornale Times of India di “prove incontrovertibili” a carico dei due militari italiani, nei confronti dei quali si auspicava un regime carcerario uguale a quello previsto per gli altri, senza “nessuna indulgenza”, sebbene la coalizione di opposizione Left Democratic Front ha accusato il primo ministro “di non saper garantire l’incolumità dei pescatori e di riservare ai due fucilieri italiani un trattamento da “ospiti” di un albergo a 5 stelle”. Nel corso delle prossime ore dovrebbe anche concludersi la perizia balistica a cui assistono i due esperti del Ros, arrivati dall’Italia.

Il sottosegretario agli Esteri, Staffan De Mistura, nonostante i due possano essere solo osservatori, per di più silenziosi, si è comunque detto soddisfatto della loro presenza: “Sono lì con la capacità di osservazione e la possibilità di verificare che tutto ciò che accade sia trasparente”, ha spiegato De Mistura, il tutto mentre il governo italiano continua la sua opera di diplomazia nei confronti del governo indiano.

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