M5S: “Niente appoggio al Pd”. Grillo: “Lascerei la politica”

Riunione a Roma dei neoparlamentari del Movimento: smentita l'ipotesi di un referendum per decidere sulla fiducia a un governo Pd. "Vogliamo governo 5 Stelle".

di Luca Fiorucci 10 marzo 2013 23:59
Beppe Grillo

Si è tenuta oggi all’Eur, a Roma, un’altra riunione di neoparlamentari del Movimento Cinque Stelle, al termine della quale i capigruppo alla Camera Roberta Lombardi e al Senato Vito Crimi hanno ribadito che non intendono appoggiare un eventuale governo del Pd: L’unico governo che siamo pronti a sostenere è quello del Movimento 5 Stelle hanno spiegato. E poco dopo la fine della conferenza stampa, il leader del M5S Beppe Grillo ha scritto su twitter: “Qualora ci fosse un voto di fiducia dei gruppi parlamentari del Movimento 5 Stelle a chi ha distrutto l’Italia, serenamente mi ritirerò dalla politica“.

Grillo ha anche ribadito quanto detto dai capigruppo del Movimento in merito alla possibilità di svolgere un referendum interno per decidere se sostenere un governo del Pd: Non ci sarà alcun referendum interno per chiedere l’appoggio al pdmenoelle o a un governo pseudo-tecnico“. Era stato il neo-deputato “grillino” Ivan Catalano, arrivando alla riunione all’Eur, ad aprire a tale ipotesi, affermando: “Su questa cosa il Movimento è in fermento da giorni. Si può fare tutto, non ci sono vincoli“. I capigruppo Vito e Lombardi hanno spiegato inoltre: “La priorità sono i nostri punti di programma, non proporremo il nome di un possibile premier a Napolitano. Il presidente della Repubblica, se vorrà dare l’incarico per un governo 5 Stelle, dovrà approvare un programma e non una persona, quello sarebbe indifferente”.

E, alla domanda su come si comporterebbero qualora il Pd proponesse al Movimento 5 Stelle la presidenza di una Camera, Crimi e Lombardi hanno risposto: “Noi non facciamo accordi di questo tipo, proporremo e voteremo il nostro candidato ma non facciamo accordi per ottenere qualcosa in cambio di qualcos’altro“. I giornalisti hanno inoltre chiesto ai due capigruppo che ne pensano dell’appello lanciato dagli intellettuali per formare un governo di alto profilo “per non perdere l’occasione di cambiare il Paese“, e Crimi ha replicato:Non leggiamo appelli, l’appello lo abbiamo fatto noi dicendo prima delle elezioni di votare M5S, e non siamo la stampella del Pd“. L’assemblea odierna ha inoltre bocciato l’ipotesi di una “marcia” dei parlamentari a Roma, dal Colosseo a Montecitorio, venerdì prossimo, in occasione della prima seduta del nuovo Parlamento.

Un neoparlamentare ha spiegato: “Ci hanno già accomunato al fascismo e a Casapound, un’iniziativa del genere verrebbe vista come una marcia su Roma“. I neoletti del Movimento Cinque Stelle hanno inoltre discusso di ulteriori eventuali tagli, oltre a quello degli stipendi, sulle altre indennità che spettano ai parlamentari, compresa la diaria. L’assemblea starebbe valutando alcune modifiche al codice di comportamento degli eletti del Movimento, che finora prevede riduzioni solo per gli stipendi. Crimi ha raccomandato ai neoparlamentari di non firmare subito i documenti che verranno loro sottoposti quando andranno a registrarsi alla Camera e al Senato.

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