Dal M5S no a Bersani. Crimi: “Serve altro nome”

Il leader Pd ha incontrato i capigruppo di Camera e Senato del M5S per chieder loro "di non impedire la partenza dell'esecutivo".

di Luca Fiorucci 28 marzo 2013 0:42
Vito Crimi e Roberta Lombardi

Il segretario del Pd Pierluigi Bersani ha incontrato in mattinata i capigruppo al Senato e alla Camera del Movimento 5 Stelle, Vito Crimi e Roberta Lombardi, per chiedere loro “non di votare la fiducia, ma di non impedire la partenza dell’esecutivo“, ha spiegato, per poi aggiungere: “Senza cambiamento non si va avanti. E voi, anche se non esclusivi, siete grandi portatori di questo tema. Io non farò un governo senza portare avanti questo cambiamento“. Bersani ha ribadito due volte: “Governissimi non ne farò“, e ha aggiunto di volere invece un governo “che parta su essenziali punti di cambiamento, sull’acuto disagio sociale e sulla moralizzazione della vita politica“.

I “grillini”, da parte loro, hanno ribadito che non voteranno la fiducia “nè a un govern0 politico nè tecnico” e non intendono uscire dall’aula al momento del voto, e hanno respinto le accuse di irresponsabilità: “Siamo gli ultimi a doversi sentire responsabili: se siamo qui è anche perchè i partiti non hanno votato una nuova legge elettorale” ha affermato Crimi. Più dura la Lombardi:Sono venti anni che sentiamo queste parole. Mentre parlava mi sembrava di sentire una puntata di Ballarò”. Il leader democratico ha replicato: “Purtroppo non siamo a Ballarò, il governo è una roba seria“.

In seguito, il capogruppo al Senato ha fatto una parziale apertura ad un governo “del presidente“, affermando: “Se Napolitano fa un altro nome è tutta un’altra storia“. Poi, su Facebook, lo stesso Crimi ha precisato che, qualora Napolitano non assegnasse l”incarico di formare il governo a Bersani, “il Movimento Cinque Stelle si assumerà la sua responsabilità politica, proponendosi direttamente per l’incarico di formare una squadra composta da nominativi nuovi, in grado di avere il sostegno della maggioranza e dunque la possibilità e l’onere di proporsi per la guida del paese“. Al termine della giornata, Bersani ha dichiarato: “Ho cercato fin qui, in assoluta trasparenza, di mettere l’insieme delle forze politiche di fronte a un’occasione vera di cambiamento“. 

Il segretario democratico ritiene di avere i numeri per formare il governo e vorrebbe presentare giovedì a Napolitano un insieme di nomi di alto livello e uno scenario parlamentare che gli consentirebbe di ottenere la fiducia. La pensa diversamente, però, il segretario del Pdl Angelino Alfano, che ha affermato: “Bersani è in un vicolo cieco, la vicenda è chiusa. Sta a lui, ora, rovesciare la situazione, se vuole e se può, nell’interesse del Paese”. Dal Pd, hanno replicato: “Se le parole di Alfano fossero un’allusione a un’eventuale trattativa sul Quirinale il Pd non sarebbe disponibile”.

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