Napolitano: “No ad anticipo Camere”. Grillo: “Niente governi tecnici”

Una nota del Quirinale ha spiegato che non si può anticipare la convocazione delle Camere, prevista per il 15. Il leader M5S: "Non ci alleiamo coi partiti".

di Luca Fiorucci 5 marzo 2013 23:59
Giorgio Napolitano

Il Quirinale è intervenuto oggi con una nota per smentire le indiscrezioni su un possibile anticipo della convocazione delle Camere al 12 marzo, anzichè al 15. Nella nota, è scritto che il presidente della Repubblica Napolitanoha preso atto che difficoltà di vario ordine non consentono una anticipazione della data di convocazione delle Camere, già fissata per venerdì 15 marzo“. Si spiega inoltre che l’impossibilità di anticipare la convocazione lascerà “ancora un ampio spazio per una proficua fase preparatoria delle consultazioni del Capo dello Stato per la formazione del nuovo governo“. Il presidente della Repubblica, prosegue la nota, “confida che le operazioni relative all’insediamento delle Camere e alla costituzione dei gruppi parlamentari si svolgano con la massima sollecitudine possibile“.

Napolitano, insomma, data la situazione politica incerta, vorrebbe prendere tempo per gli incontri, anche informali, per cercare di dar vita ad un governo che possa ottenere la fiducia delle Camere. Oggi, intanto, il leader del M5S Beppe Grillo ha smentito qualsiasi ipotesi di un possibile appoggio del Movimento ad un governo tecnico: “Il M5S non darà mai la fiducia a un governo tecnico, nè lo ha mai detto. Non esistono governi tecnici in natura, ma solo governi politici sostenuti dalle maggioranze parlamentari. Il governo Monti è stato il governo più politico del dopoguerra, nessuno prima aveva mai messo in discussione l’articolo 18 a difesa dei lavoratori“, ha scritto sul suo blog, per poi spiegare su Twitter: “Noi non ci alleiamo coi partiti, noi ci alleiamo con tutti i movimenti e le associazioni”.

Con la nota odierna, Grillo ha quindi corretto il portavoce al Senato del Movimento Cinque Stelle, Vito Crimi, che ieri, confermando il “no” del Movimento a un governo dei partiti, sembrava aprire all’ipotesi di un governo dei tecnici. Oggi, Crimi ha fatto marcia indietro, scrivendo su Facebook: “Preciso che non ho mai parlato di appoggio a governo tecnico, l’unica soluzione che proponiamo è un governo del Movimento 5 Stelle che attui subito e senza indugio i primi 20 punti del programma e a seguire tutto il resto. Il nostro programma è chiaro ed è stato annunciato in tutte le piazze e streaming“.

Il “cambio di rotta” potrebbe anche celare una polemica con i giornalisti, che avrebbero mal interpretato le parole del neocapogruppo al Senato. Crimi ha aggiunto infatti: “Oggi e domani non risponderò a nessun giornalista. Le nostre parole di ieri in conferenza stampa sono state chiare e non lasciano dubbi. Prego tutti di rispettare la mia volontà ed evitate di chiedermi interviste o presenze radiotelevisive. Vi garantisco la coerenza, terremo la barra dritta: la nostra è una rivoluzione culturale pacifica e democratica e non la fermeremo”.  La capogruppo alla Camera Roberta Lombardi, in un tweet, ha rilanciato le accuse alla stampa, scrivendo: “E’ partito l’attacco mediatico. Prima c’erano solo Beppe Grillo e Casaleggio da distruggere, ora hanno me e Vito Crimi. Venghino signori…”

15 condivisioni e commenti
Condividi e commenta!

Commenti