Lettera BR all’ANSA: “Non sono certo gli studenti i nostri obiettivi”

La missiva è volta a ribadire l'estraneità alla strage di Brindisi, costato la vita alla giovane Melissa Bassi.

di Simona Vitale 24 Maggio 2012 15:41

Una lettera firmata firmata ‘Brigate Rosse, Brigata Gino Liverani ‘Diego” è stata recapitata per posta alla sede dell’ANSA di Ancona. Sono ancora in corso delle indagini per verificare l’attendibilità della missiva, impostata il 23 maggio ad Ancona. Nella lettera viene riportata la frase: “Non sono certo gli studenti o i lavoratori i nostri obiettivi”, ribadendo poi il fatto che possono cambiare le idee, ma gli obiettivi restano immutati.

La lettera, fotocopiata e scritta in stampatello con i margini mangiati dalla fotocopiatrice, riporta anche il logo della stella a 5 punte e cita il nome cita il nome di una presunta brigata intitolata alla memoria di Tommaso Gino Liverani, brigatista della colonna marchigiana, morto a Managua, in Nicaragua, nel 1985. Questo un estratto della missiva:

Nonostante il subdolo quanto fallimentare tentativo di addossare responsabilità inesistenti su chi conduce la lotta contro il capitalismo e i poteri forti, difesi da questo governo fascista, capeggiato da Monti, con la complicità di Napolitano, in occasione dell’attentato di Brindisi, i fedeli guardiani degli interessi dei padroni, i soliti pennivendoli, continuano nella loro opera di disinformazione! Sono ben altri gli obiettivi dei combattenti! Padroni, classi dirigenti, banchieri prostitute di Stato!! I loro uffici del personale fedeli cani da guardia, aguzzini dei lavoratori. Non sono certo gli studenti o i lavoratori in nostri obiettivi!! Voi che avete vissuto e vivete sfruttando e calpestando, è giunto il momento di guardarvi le spalle! La lotta è ripresa.

Come riportato da Il Fatto Quotidiano la lettera è stata poi sequestrata dalla Digos della Questura di Ancona, e consegnata al Pubblico Ministero Andrea Laurino, che conduce l’indagine. I dubbi sulla autenticità della missiva sembrerebbero sorgere sia per il linguaggio molto strutturato che per le modalità di consegna, fatta con busta normalmente affrancata. A Roma nel frattempo è poi arrivato un messaggio intimidatorio alla preside del liceo classico di Roma, Lucrezio Caro. “Falcone e’ morto, Melissa anche. Domani parecchi ragazzi moriranno con una bomba’‘. L’allarme, dopo opportune verifiche, è però rientrato.

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