Letta: “Basta tasse e tagli, o Grillo va al 51%”

Per il premier "Berlusconi non è più un pericolo". Per la cancellazione della seconda rata dell'Imu previsto un aumento delle accise sui carburanti.

di Luca Fiorucci 23 Novembre 2013 2:59

Il premier Enrico Letta è intervenuto venerdì da Berlino, e ha parlato innanzitutto del crescere dei populismi in Europa, affermando: Se si continua con tasse e tagli Grillo avrà la maggioranza, arriverà al 51%“. Il messaggio era indirizzato soprattutto agli osservatori europei, e infatti dopo ha attaccato la rigidità dell’Unione Europea: “Sul fronte europeo per alcuni ayatollah del rigore non è mai abbastanza, ma di troppo rigore finiranno per morire le nostre aziende“. Letta ha poi difeso la tenuta economica dell’Italia, sottolineando: “Noi abbiamo i conti in ordine. Nel 2014 per la prima volta deficit e debito saranno in discesa”, e ha detto di attendersi “una crescita attorno all’1%”.

Imon O’ Connor, il portavoce del commissario europeo Olli Rehn, gli ha replicato dopo qualche ora da Bruxelles: “Bene le dismissioni annunciate dall’Italia, che sono però misure una tantum: per utilizzare il bonus investimenti resta l’esigenza di misure strutturali”. Il presidente del Consiglio ha poi spiegato: “Abbiamo bisogno di alleati dentro il nostro paese e in Europa: la stagione del rigore occorre lasciarla alle spalle, ma la crescita deve essere basata sulla solidità dei conti”. Per Letta, per un‘Europa stabile occorre un’unione bancaria, che, ha affermato, “si può realizzare senza bisogno di cambiamenti dei trattati”. Il premier, poi, si è soffermato nuovamente sulla politica interna e sulla tenuta del suo governo, spiegando: Berlusconi non è più un pericolo perchè dopo la scissione del nuovo centrodestra c’è una chiara maggioranza e ora sono più forte”.

Letta ha poi parlato del rapporto con Matteo Renzi: “Siamo amici e lavoreremo insieme, anche perchè credo che il Pd abbia imparato la lezione sul fatto che non dobbiamo dividerci” ha detto. Intanto, è stata diffusa dall’Ansa una bozza del decreto relativo alla cancellazione della seconda rata dell’Imu, secondo la quale la copertura verrebbe da un maxi aumento delle accise sui carburanti, che dovrebbero “determinare maggiori entrate nette non inferiori a 1505 milioni di euro per l’anno 2015 ed a 42,2 milioni di euro per l’anno 2016“, mentre un emendamento del governo alla legge di stabilità prevederebbe un ulteriore aumento delle accise su benzina e gasolio anche da inizio 2017 a fine 2018, che dovrebbe portare a maggiori introiti per 419 milioni.

Per la copertura della cancellazione della seconda rata dell’Imu sarebbe previsto inoltre l’aumento al 128% per il 2013, e al 127% per il 2014, dell‘acconto Ires per banche e assicurazioni, che passerebbe invece dal 100 al 101% per le società. Il decreto dovrebbe essere varato dal consiglio dei ministri martedì prossimo. Nel frattempo, in Commissione bilancio del Senato, è iniziato l’esame della legge di stabilità, e sono stati accolti alcuni emendamenti presentati dai senatori. Il governo ha presentato alcune proposte di modifica che implicano sia tagli di spesa che aumenti di imposte, per incrementare di 602 milioni il Fondo taglia tasse nel periodo 2014-2015.

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