Trending
{"ticker_effect":"slide-h","autoplay":"true","speed":3000,"font_style":"normal"}
Legge di stabilità, le misure. Critiche dalle parti sociali e dal Pdl

Legge di stabilità, le misure. Critiche dalle parti sociali e dal Pdl

Il testo definitivo della legge di stabilità ancora non c’è, ma l’ultima bozza preparata ieri dal Consiglio dei ministri prevede alcune novità importanti, a cominciare dal fatto che saranno evitati i tagli alla sanità, ma vi sono poche misure per la crescita. Secondo i calcoli della Cgia di Mestre, confermati in buona parte da Palazzo Chigi, infatti, il beneficio per i lavoratori sarebbe minimo, e andrebbe da 3 a 14 euro al mese in busta paga. L’intervento sul cuneo fiscale sarà solo di un miliardo e mezzo, meno quindi di quanto ipotizzato fino a ieri, per aumentare nel 2014 le detrazioni Irpef a 15,9 milioni di lavoratori dipendenti con redditi fino a 55 mila euro all’anno.

Un altro capitolo importante riguarda la nuova tassa sulla casa, la Trise, che non potrà superare il valore stabilito con l’aliquota massima dell‘Imu, mentre per la prima casa la parte relativa ai “servizi indivisibili” non potrà superare il 2,5 per mille. La tassa sui rifiuti (Tari) andrà calcolata secondo i metri quadrati o la quantità di rifiuti e dovrà essere pagata da chi occupa l’immobile, mentre la Tasi, tassa sui servizi indivisibili offerti dai comuni, va calcolata sul valore catastale e dovrà essere pagata dai proprietari. Anche per il 2014 varranno gli sconti al 65% per gli ecobonus e al 50% per le ristrutturazioni, mentre sarà rifinanziato di 1,8 miliardi di euro il fondo di garanzia per le piccole e medie imprese. Buone notizie per gli esodati, dato che seimila di loro saranno ammessi al pensionamento con le vecchie regole, mentre saranno stanziati 600 milioni di euro per gli ammortizzatori sociali, e 250 milioni per la social card.

I tagli alla sanità, come detto, non vi saranno, e non scatterà l’aumento della tassa sulle rendite finanziarie, ma vi sarà un aumento dell’imposta di bollo che dovrebbe garantire introiti di 3,8 miliardi di euro in tre anni. Le pensioni sopra i tremila euro non verranno adeguate al costo della vita, mentre è prevista una supertassa su quelle oltre i centomila euro. Rimane invece il blocco dei contratti nel pubblico impiego, e sono previsti tagli agli straordinari e al turn over. La manovra ha incassato le critiche delle parti sociali e di buona parte del Pdl, seppure con alcuni distinguoIl segretario Pdl Angelino Alfano, infatti, aveva dichiarato: “Noi sentinelle antitasse, ma per Sandro Bondi, invece, essa nasconderebbeimposte camuffate”.

Anche Mara Carfagna ha parlato di misure “minimaliste” e “non adeguate nè alla situazione economica, che è ancora grave, nè al rilancio“. Renato Schifani ha quindi dovuto promettere: “La miglioreremo“, e anche Alfano ha confermato la possibilità di modifiche in Aula. Ancora più critici i sindacati: il segretario generale della Uil Luigi Angeletti ha minacciato “proteste molto forti” e anche lo sciopero contro le misure relative al pubblico impiego. Anche per la segretaria della Cgil Susanna Camusso, “questa legge di stabilità bisogna cambiarla, e quindi non va escluso il ricorso allo sciopero generale. Il segretario generale dell’Ugl Giovanni Centrella ha parlato di una manovra “devastante“, mentre il leader di Confindustria Giorgio Squinzi si è augurato che “si possa intervenire ulteriormente e fare qualcosa di più”.

 

Lascia un commento