Crisi, il Cdm assicura: “non ci saranno prelievi forzosi”

All'ultimo Consiglio dei Ministri sono parecchie le novità, innanzitutto si frena sull'ipotesi di un decreto legge, ma specialmente si decide per incentivi ai giovani, dismissioni e liberalizzazioni varie.

di Vincenzo Avagnale 3 Novembre 2011 18:22

Ieri sera è stato convocato un Consiglio dei Ministri straordinario in cui è stato discusso l’ormai approvato emendamento alla legge di stabilità con le norme anti-crisi proposte nel pacchetto europeo. In un secondo tempo si ha l’intenzione a procedere per fare un decreto ed un disegno di legge con ulteriori misure, ma è ancora tato sapere cosa vi sarà incluso ed il pacchetto è ancora nebuloso, ma secondo quanto si legge nella bozza ci sarà una liberalizzazione degli ordini professionali alla vendita di immobili.

I provvedimenti più sensibili sono quelli che riguardano il lavoro. In particolare: nessun contributo per tre ani sulle nuove assunzioni di apprendisti per le aziende fino a 9 dipendenti; aumento di un punto per i contributi previdenziali dei co.co.pro; ma anche riduzione del 25% dei contributi per l’assunzione di donne con contratto ad inserimento; più manovrabilità alle Regioni per definire il gettito Irap con possibilità di dedurre il costo del lavoro variabile.

Ci sarebbero anche norme per la dismissione e valorizzazione economica del patrimonio pubblico per un valore stimato entro i 5 miliardi di euro all’anno per il prossimo triennio. Ci sono interventi anche per quanto riguarda le norme per aumentare la concorrenza (alcune già varate a Luglio) su settori come il gas, la distribuzione di carburanti, la Rc auto ed il trasporto pubblico locale. In previsione anche un netto snellimento per il processo giuridico civile.

Sarà quindi approvato il maxi-emendamento, che per il momento sostituisce il decreto ipotizzato dallo stesso Silvio Berlusconi, franato dall’intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Secondo l’agenzia di stampa Tmnews il Quirinale avrebbe frenato il decreto perché per molte delle norme in esso contenute non sussistevano le caratteristiche di “necessità ed urgenza” che contraddistinguono lo strumento legislativo del governo. L’intervento di Napolitano era quindi rivolto ad evitare che il decreto diventasse un contenitore in cui il governo potesse dispensare tutto quello che voleva e che magari neanche riguardava la crisi.

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