Il governo vara manovra da 36 miliardi. Renzi: “Meno tasse”

Confermato il bonus di 80 euro, stanziati 100 milioni per il Tfr in busta paga, sgravi per chi assume. Critici i sindacati, Confindustria: "Un sogno".

di Luca Fiorucci 16 ottobre 2014 10:48
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Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri sera, dopo vari rinvii, la legge di stabilità, una manovra da 36 miliardi di euro, di più, quindi, dei 30 annunciati, che, nelle intenzioni del governo, dovrebbe servire a rilanciare l’economia, e che verrà coperta con 15 miliardi di spending review, 11,5 miliardi di spazio sul deficit, 3,6 miliardi di tassazione delle rendite finanziarie, 3,8 miliardi dalla lotta all’evasione, 600 milioni dalla banda larga e un miliardo dalle slot machine. Il premier Matteo Renzi si è mostrato molto soddisfatto e, in conferenza stampa, ha spiegato: “La legge di stabilità parte con un numero: 18 miliardi di tasse in meno che abbiamo previsto per questa manovra”, che, per il premier, è “la più grande riduzione delle tasse nella storia della Repubblica“.

Il rapporto deficit/pil passerà dal 2,2 al 2,9 per cento, ma Renzi ha assicurato “il rispetto delle regole europee”. Il presidente del Consiglio ha spiegato inoltre che i 3,8 miliardi derivanti dalla lotta all’evasione fiscale sono un “totale prudenziale che derivano dalla grande battaglia che non si fa attraverso la lotta al cliente che esce dal negozio ma dall’incrocio delle banche dati”. Viene inoltre confermato il bonus degli ottanta euro, mentre per la scuola, ha annunciato Renzi, “abbiamo messo 500 milioni: servono ad assumere tutti i 149mila delle graduatorie a esaurimento”. E’ prevista inoltre la riduzione del Patto di stabilità per i comuni del 70%, per un totale di un miliardo, e vengono poi stanziati “100 milioni di euro a garanzia” del Tfr in busta paga, “per chi vorrà”.

Sarà eliminata per sempre la componente lavoro dell’Irap, mentre quasi due miliardi saranno stanziati per lo sgravio sui contributi per le imprese che assumono, azzerati per tre anni per i neoassunti. Renzi si è quindi rivolto alle impese dicendo: Caro imprenditore, assumi a tempo indeterminato? Ti tolgo l’articolo 18, i contributi e la componente lavoro dall’Irap. Mamma mia, cosa vuoi di più. Ti tolgo ogni alibi e ti do una grande occasione”. Vengono inoltre stanziati 800 milioni per le partite Iva con un reddito sotto i 15mila euro, mentre 1,5 miliardi andranno al finanziamento della riforma degli ammortizzatori sociali, 500 milioni agli aiuti alle famiglie con figli e 6,9 miliardi al rifinanziamento delle cosiddette spese indifferibili, come missioni di pace, 5 per mille, ecc..

Alla conferenza stampa era presente anche il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, che, quanto agli auspicati effetti della manovra sulla crescita, ha affermato: “Tendiamo ad essere prudenti, pensiamo che ci sarà un crescente aumento del Pil nel medio termine”. Sulla manovra però i sindacati rimangono critici. La leader della Cgil Susanna Camusso ha affermato: “L’idea dei tagli e l’idea che non ci sia una compensazione diretta sul fondo sanitario dei tagli dell’Irap sono cose che ci destano preoccupazione”. Soddisfatta, invece, la Confindustria, con il presidente Giorgio Squinzi che, a proposito dell’eliminazione della componente lavoro dell’Irap e dei contributi sui neo-assunti, ha affermato: “Onestamente ho sentito che si realizzava quasi un nostro sogno”.

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