La distanza fra me e te? 4,74 gradi. Rivoluzionata la teoria dei 6 gradi di separazione

La teoria dello psicologo Stanley Migram dei 6 gradi di separazione è stata riaggiornata da uno studio condotto sui 710 milioni di utenti Facebook, che ha dimostrato che le persone sono separate le une dalle altre da un numero di 4,74 conoscenze.

di Simona Vitale 23 Novembre 2011 10:00

Il mondo è ancora più piccolo di quanto si potesse pensare. E’ stato aggiunto un nuovo capitolo alla ricerca che ha cementato la frase “6 gradi di separazione” nel linguaggio comune. Alcuni scienziati, grazie a Facebook e all’Università di Milano, hanno dimostrato che il numero di conoscenze, che separano due persone nel mondo non è 6, ma 4,74.

La scoperta originale dei 6 gradi risale al 1967 per opera dello psicologo Stanley Milgram ed è stata elaborata da 296 volontari, chiamati a inviare un messaggio per mezzo di una cartolina, tramite amici, e amici degli amici, ad una persona specifica in un sobborgo di Boston. La nuova ricerca ha utilizzato una fetta di persone decisamente più ampia: i circa 710 milioni di utenti Facebook, più di un decimo della popolazione mondiale. I risultati sono stati pubblicati sul celebre social network lunedì notte. L’esperimento è durato circa un mese. I ricercatori hanno utilizzato un set di algoritmi sviluppati presso l’Università di Milano, per calcolare la distanza media tra due persone, computando un vasto numero di percorsi campione tra gli utenti di Facebook. E’ stato così trovato che il numero medio di collegamenti, da una persona arbitrariamente selezionata ad un’altra, era di 4,74. Negli Usa, invece, dove più della metà delle persone, oltre i 13 anni di età sono su Facebook, tale numero era solo 4,37.

La società ha scritto sul suo blog: “Quando si considera anche l’utente più lontano di Facebook nella tundra siberiana o la foresta pluviale peruviana, ci sarà sempre un amico del tuo amico che  conosce probabilmente un amico del loro amico.” 

Anche se lo studio è stato sicuramente il più grande nel suo genere, ha sollevato comunque degli interrogativi circa la definizione di amico su Facebook. Uno studio della Microsoft del 2008, utilizzando una definizione più conservatrice di “amico”, ha trovato una catena media di 6,6 persone in un gruppo di 240 milioni che si scambiavano messaggi in chat. Eric Horvitz, ricercatore Microsoft che ha condotto lo studio nel 2008, ha detto che quella rete era basata su persone che si scambiavano messaggi, piuttosto che su quelle che si sono identificate come “amici”. “C’è un problema di quanti amici hai in realta. Ma internet potrebbe avere modificato la definizione. La mia idea di ciò che un amico si è evoluto”, ha dichiarato Horvitz.

Jon Kleinberg, professore di informatica presso la Cornell e consigliere di facoltà di un autore del nuovo studio, ha rivelato che alcuni collegamenti potrebbero essere più significativi di altri. Egli ha offerto l’esempio di un uomo ricercato per un crimine. Un utente casuale di Facebook potrebbe scoprire che ha frequentato qualcuno che ha affittato un appartamento da qualcun’altro che è cresciuto con il sospetto. Perché tutti siano collegati come amici su Facebook. “Siamo tutti vicini, in un certo senso, a persone che non necessariamente sono come noi, simpatizzano con noi o hanno qualcosa in comune con noi“, ha detto il dottor Kleinberg. “Sono i legami deboli che rendono piccolo il mondo”

Matthew O. Jackson, economista di Stanford che studia i social network, ha sollevato interrogativi circa il pregiudizio collegato ad uno studio basato su campioni casuali, ma confermando che Facebook deve il suo successo al fatto di essere il luogo dove milioni di persone possono comunicare. La ricerca sottolinea il crescente potere della scienza emergente dei social network, in cui gli scienziati studiano i modi in cui  le persone interagiscono, fornendo così una serie gigantesca di dati internet.

Il concetto dei “sei gradi” risale al 1929, quando, in un racconto breve, “Catene”, Frigyes Karinthy, autore ungherese, suggerì che nessuno è lontano da un’altra persona più di una stringa di 6 persone.
Nel 1967, come già detto, Milgram pubblicò la sua “teoria del piccolo mondo”. Il drammaturgo John Guare realizzò invece “Sei gradi di separazione”, il titolo di una commedia 1990 che esplora la  premessa di Milgram e  che ha dato origine al gioco di società Six Degrees of Kevin Bacon, in cui diverse personalità di Hollywood sono collegate l’una all’altra.

La ricerca fatta dunque su Facebook, dal titolo “Quattro gradi di separazione”, fa notare che Milgram abbia realizzato un’interpretazione al contempo ottimista e pessimista. Da un lato, è sorprendente che il raggiungimento di qualcuno, dall’altra parte del mondo, richieda solo un piccolo gruppo di connessioni sociali. D’altra parte, Milgram ha dichiarato però che il risultato potrebbe anche essere la prova della distanza psicologica: ovvero il fatto di essere “5 mondi a parte”.
“In questa prospettiva più cupa”, la nuova ricerca asserisce che: “è invece rassicurante vedere che i nostri risultati mostrano che le persone sono in realtà solo quattro mondi a parte, e non cinque.”

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