Krokodil, la droga che ti mangia vivo nel servizio de Le Iene

Prodotta con sostanze che facilmente si possono comprare in farmacia, letteralmente "divora" il corpo di colui che ne fa uso.

di Simona Vitale 18 marzo 2013 17:39

Scioccante il servizio mandato in onda da Le Iene nel quale l’inviato Paolo Trincia si è recato sino in Russia per spiegare gli effetti, a dir poco devastanti, di una droga chiamata Krokodil. L’inviato giunge in quel di Tolyatti, a sud del Paese, dove la disoccupazione elevatissima è direttamente proporzionale alla scarsità di prospettive di miglioramento di vita per i residenti locali. Ricordiamo, inoltre, che la Russia è il paese con il numero più elevato di tossicodipendenti e che spesso il rifugio è costituito proprio da alcool e droghe.

Il Krokodil, a maggior ragione, è una droga low-cost. Può essere fabbricata in casa, essendo composta da un miscuglio di sostanze facilmente rinvenibili in farmacia. Parliamo della Codeina, che si trova nelle pasticche per il raffreddore, dello Iodio, dello Benzene e del Fosforo rosso. Trincia incontrato un tossico del luogo che ne fa uso da 6 mesi e ha spiegato:

Una dose di eroina costa 50 euro, una di Krokodil solo 12. Senti le carne che brucia a causa dei prodotti chimici ma non puoi fare nulla perché sei già dipendente. Se quando si inietta anziché nelle vene finisce nei muscoli, la carne brucia e si incancrenisce lasciando scoperti interi pezzi di osso. Si chiama Krokodil perché divora.

Anche l’incontro con una donna di 41 anni mette in evidenza la devastazione causata dal Krokodil. La realtà è che la tossicodipendente in questione ha 41 anni, ma sembra dimostrarne almeno 70. I suoi denti sono segnati dalla droga, il volto è scavato e il corpo è ricoperto di piaghe circolari che sembrano bruciature di sigarette. Questo fino a quando non si aprono per formare dei buchi. La droga mangia tutto ciò che rimane, a volte anche le stesse ossa.

Con la ricetta a disposizione, Trincia segue un tossico in farmacia che, con estrema facilità, si procura il necessario per produrre la droga. Occorrono all’incirca 45 minuti per distruggersi. Non esistono veri e propri centri di riabilitazione, ma solo piccole cliniche che possono aiutare a cercare di aiutare i tossici a smettere di farsi con l’aiuto di donazioni privati. Non è facile, ma c’è chi ci è riuscito, come una ragazza giovanissima che, dopo aver preso la droga in seguito a dei problemi sentimentali, è arrivata a pesare 35 chili. Poi ha deciso di smettere. Salvarsi, forse, si può dalla droga che divora.

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